Cabrini: "La mia bellezza? A casa arrivavano trecce, ciocche di capelli e biancheria intima"

Antonio Cabrini ha ricordato un retroscena sulla sua gioventù calcistica, quando era soprannominato da tutti il "Bell'Antonio".
Antonio Cabrini ex calciatore della Juventus e della Nazionale italiana, Campione del Mondo nel 1982, era noto per la sua grande bellezza, non a caso veniva soprannominato il "Bell'Antonio", attraverso l'edizione odierna del Corriere della Sera, ha rivelato: "Be’ per anni mia madre ha risposto personalmente alle centinaia di lettere che arrivavano a casa. A casa arrivavano migliaia di lettere. Mamma rispondeva con pazienza a ogni singola dichiarazione, tanto che un giorno quelli delle Poste ci telefonarono: siccome li stavamo rendendo ricchi, vollero concederci una specie di annullo postale. Ha risposto proprio a tutte? No, in casa ho ancora cinque sacchi di quelli neri, dell’immondizia, pieni di lettere inevase. Povera mamma a un certo punto ha detto basta, non ne poteva più".
Le mandavano anche dei souvenir?
"A un certo punto ci ritrovammo con una specie di museo in casa: trecce, ciocche di capelli, biancheria intima, fotografie, anelli".
Le ha dato fastidio essere noto per la bellezza fisica? "Ma no, con i compagni ci si divertiva anche per questo. Una volta andammo a inaugurare uno stadio a Campobasso. Arrivammo con il pullman, figuriamoci se si poteva parlare di servizio d’ordine. I miei compagni decisero di farmi andare in avanscoperta per farsi quattro risate e così mi buttarono giù quasi di peso: nei circa cinquecento metri dal parcheggio all’albergo ho perso la camicia, mi hanno strappato parte dei pantaloni e mi sono ritrovato con le mani piene di catenine d’oro".








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