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Buongiorno: "Via dal Torino solo per il Napoli. ADL super, retroscena Conte"

Alessandro Buongiorno, difensore del Torino, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano Il Mattino.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

12/03/2025 07:45 - Interviste
Buongiorno: Via dal Torino solo per il Napoli. ADL super, retroscena Conte
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Antonio Conte lo ha voluto fortemente e i risultati gli hanno dato ragione. Alessandro Buongiorno è uno dei migliori difensori centrali in circolazione, un baluardo per i partenopei. L'ex giocatore del Torino si è raccontato in una intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino.

"Anema e core significa dare tutto per la maglia, mettere tutto noi stessi in quello che facciamo, ogni giorno. La passione dei tifosi e il loro sostegno fanno parte del connubio perfetto, sono tutti pezzi dello stesso ingranaggio. Che deve funzionare alla perfezione. La coreografia di domenica del Maradona mi ha fatto battere il cuore anche quando l'ho rivista, la sera alla tv. L'ennesimo esempio dell’amore dei napoletani che io avverto dal primo giorno in cui sono arrivato in questa città", le parole di Buongiorno.


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Mi dice un motivo per cui il Napoli può vincere lo scudetto? "Noi non pensiamo a quello che sarà. Lo abbiamo dimostrato. Una partita alla volta, stiamo mettendo una voglia incredibile in ogni gara. E questo i tifosi ce lo riconoscono sempre, allo stadio ma anche quando li incontriamo per strada. Sanno che ogni volta che usciamo dal campo abbiamo dato il massimo, abbiamo la maglia sudata. Vogliamo continuare a renderli orgogliosi di noi. Fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata".

Un aggettivo del suo Napoli? "Mi piace dire "cazzuto", ovvero tenace, determinato. Ecco, non molliamo mai. Questo è il Napoli".

Da torinese, cosa l'ha stregata di più di Napoli? "Mi trovo meravigliosamente, sono affascinato dalla gente, dal cibo, dal clima, dal calore delle persone. Poi qui ho parenti, perché i miei nonni sono di Cardito e quindi nel mio destino, forse, c’era già scritto che avrei dovuto indossare questa maglia. Ogni giorno che passa mi trovo meglio: le persone ti danno forza in maniera costante".

Sono i nonni che l'hanno accompagnata per anni agli allenamenti nelle giovanili del Toro? "Sì, come fanno tante famiglie. Ma quando andavo a scuola, fino alle superiori, ho vissuti stando praticamente sempre con loro visto che i miei genitori lavoravano".

Lo sgarro culinario che fa? "La pasta e patate con la provola. Ne vado matto. È il regalo che mi concedo quando so che me lo sono meritato".

La più grande differenza tra i suoi giorni a Torino e questi napoletani? "Lì potevo girare più tranquillamente, andare in un bar. Qui la passione è travolgente, non riesci a fare un passo. Ma è tutto bellissimo. D'altronde, non è che hai tutte queste forze per uscire dopo che hai fatto un allenamento il pomeriggio".

E quindi che fa? "Resto a casa, faccio i puzzle. Ora ne ho uno di 1500 pezzi, quello del Tower Bridge di Londra. Poi gioco a scacchi, mi concentro con i rompicapo. E mi piacciono i giochi investigativi: appena posso scappo con Meret, Simeone e Raspadori a fare una escape room".

Buongiorno e l’avversario che affronta domenica a Venezia (probabilmente, Oristanio) quando inizia a studiarlo? "Iniziamo oggi con i video, poi mi prendo dei momenti alla fine della settimana, mi faccio inviare dallo staff il materiale che mi serve. Mi piace studiare anche il modo con cui gli attaccanti vengono serviti".

Dice Cannavaro che lei è uno dei pochi, rari, casi di difensore italiano che fiuta il pericolo. "Se lo dice uno dei miei miti, non posso che esserne orgoglioso: da bambino vedevo lui, Nesta e Maldini come si muovevano in campo e provavo poi a imitarli. Mi ispiro a loro anche adesso. Vero, cerco di stare “attento”. Il difensore deve essere pessimista nella marcatura, pensare che il suo avversario può fare delle cose strepitose ogni volta".

Come descrive questo Napoli che sogna e fa sognare lo scudetto? "È un Napoli che ha un grande spirito, dove ognuno si mette a disposizione dei compagni, si sacrifica per l'altro. E dove tutti hanno voglia di mettersi in gioco, in discussione. E non ce ne sta uno che non sia pronto a migliorarsi".

Chi è Maradona per questa città? "La leggenda. Un'icona che ha stravolto tutto negli anni in cui è stato qui, ha cambiato la percezione del calcio in questa città. E quella statua nello spogliatoio dello stadio fa effetto, emoziona, fa venire i brividi".

La prima volta che ha incontrato Conte? "Per caso. Ma ricordo anche la data esatta. Era il 6 giugno. Il mio compleanno (ride, ndr). Io ero a festeggiare in un locale con gli amici e lui si avvicinò per parlarmi. Ne sono rimasto colpito subito. E da allora abbiamo iniziato a sentirci spesso per parlare del Napoli, a scambiarci messaggi".

L'ha marcata come avrebbe fatto lei, in pratica? "E non c'è voluto molto per capire che solo per il Napoli avrei potuto lasciare il Toro. Ho incontrato più volte nche il presidente De Laurentiis e quando ci siamo visti mi ha subito fatto una grande impressione".


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.

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