Buffon: "Totti è come un cavalo di razza". Poi il retroscena sulla testata di Zidane
In un'intervista al Corriere della Sera l'ex portiere Gianluigi Buffon è ritornato a parlare del Mondiale 2006.

Intervistato in esclusiva da Il Corriere della Sera, Gianluigi Buffon ha speso parole al miele su Francesco Totti: “Quel ragazzo anche lui un po’ strafottente, con l’accento romano, due anni più grande di me, che conobbi nella Nazionale under 16: Francesco Totti. Si creò subito una forte empatia. Francesco è un cavallo di razza: va amato e protetto".
Poi sul Mondiale 2006 vinto in Germania dall'Italia di Lippi: "Si era creata un’atmosfera straordinaria, di fiducia e unità, che era mancata quattro anni prima in Corea, dove pure eravamo fortissimi. Non siamo mai andati ai Mondiali da favoriti. Forse solo nel 1990 e nel 1994 avevamo la squadra migliore. Nel 2006 siamo cresciuti partita dopo partita. Anche per dimostrare, in piena Calciopoli, chi eravamo davvero”.
Chiusura di Buffon sulla famosa testa di Zinedine Zidane a Materazzi che cambiò le sorti della finale dei Mondiali: “Richiamai l’attenzione dell’arbitro, perché temevo che Marco non si rialzasse. Avevo appena parato un colpo di testa di Zidane che pareva una sassata: per poco non mi piega la mano. Soltanto dopo trenta secondi ho realizzato, non lo nego, che l’espulsione dell’avversario più forte sarebbe stata un vantaggio”.
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