Buffon: "Spalletti è la scelta migliore per la Juventus. Esonero Italia? È andata così"

Nella puntata di Viva el Futbol l'ex portiere Gianluigi Buffon ha parlato della Juventus e della Nazionale italiana.
Nel corso dell'ultima puntata di Viva el Futbol, trasmissione condotta dal trio Cassano, Adani e Ventola, è intervenuto Gianluigi Buffon. L'ex portiere ha raccontato diversi aneddoti sulla sua carriera ma si è anche proiettato sul presente da capo delegazione dell'Italia.
Spalletti alla Juventus, il commento di Buffon
L'ex portiere ha iniziato sulla situazione in casa Juventus: "Era partita bene, non so quanto convinta del progetto. Vedendo la scelta fatta qualche giorno fa (in riferimento all'esonero di Tudor, ndr) e il momento in cui è stata fatta, mi fa pensare che non ci fosse tutta questa convinzione inizialmente. Poi sei andato a mettere la toppa migliore che ci fosse, la scelta di Spalletti può garantire al popolo juventino una serie di risultati che tifosi e società stanno aspettando. Mi dispiace solo per una cosa: uno come lui mi sarebbe piaciuto vederlo dall'inizio della stagione, con la preparazione e la scelta di alcuni giocatori. A quel punto la Juve poteva essere competitiva fino alla fine, poi non so se vincendo o meno".
Disastro Spalletti con l'Italia, il retroscena di Buffon
Poi Buffon ha commentato senza peli sulla lingua l'esperienza negativa del tecnico di Certaldo con la Nazionale italiana: "L'unica cosa che non ha funzionato bene e nella quale la squadra non si è espressa bene secondo me è stata all'Europeo. Fin lì c'erano state risposte buone, anche nella sfida con l'Ucraina. Qualcosa all'Europeo da rivedere probabilmente c'era, ma lui questo lo riconosce. Poi si è ripartiti con uno spirito nuovo e secondo me Spalletti ha fatto un anno giustissimo, da tutti i punti di vista".
"Secondo me l'epilogo è stato frutto esclusivamente di una sfortuna nel calendario: la prima partita è stata come una finale, che vale tutto, contro una delle squadre più in forma d'Europa. Con cinque giocatori che arrivavano da cinque 'sveglie' della finale di Champions League di tre giorni prima, poi con due-tre assenti: la perdi in modo rovinoso, ma avevi veramente poche armi. Essendo così delicata ed avendola persa in quel modo, penso che abbia giocato un ruolo fondamentale" ha concluso l'ex campione del mondo nel 2006.






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