Buffon ricorda: "In Champions feci due parate clamorose. Capello mi affossò e mi disse..."
Nella puntata di Juventibus Live l'ex portiere Gianluigi Buffon ha raccontato un retroscena ai tempi della Juventus.

Intervenuto nella trasmissione Juventibus Live, condotta da Massimo Zampini su Twitch, Gianluigi Buffon ha presentato il suo nuovo libro e ha raccontato diversi aneddoti legati alla sua carriera in maglia bianconera. Tra questi ce n'è uno relativo allo scudetto 2016: "Sì 5 maggio ci credevo 1%".
"Dopo Sassuolo avevo la percezione che se avessimo trovato la chiave giusta per rendere al meglio ssi sarebbe potuti arrivare a giocarcelo, non a vincerlo in carrozza come è successo. Grande merito del mister, era il secondo anno di Allegri, era ancora un pochino inviso dalla tifoseria e quell'inizio poteva mandarlo in confusione, come ha dimostrato sempre quando c'è più pressione riesce a tenere la freddezza necessaria" ha confidato l'ex portiere bianconero.
Poi un aneddoto sulla partita Werder Brema-Juventus: "Perdiamo 3 a 2, una delle prime dopo l'infortunio alla spalla, ottavo di Champions League. A Brema feci due parate di alto livello. Il giorno dopo arrivo al campo d'allenamento e Fabio Capello mi chiama negli spogliatoi. Lui mi fa: "Così non va eh". Mi fa vedere una situazione dove avrei potuto fare un'uscita bassa delle mie e invece non l'avevo fatta "Se tu sei questo non puoi più giocare". Ancora oggi scherziamo su questo, lui mi affossò e ci rimasi male".
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