Buffon, presunta bestemmia. Sconcerti: "Ingiusto punirlo e vi spiego perché"

Mario Sconcerti, una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano, si soffermato sul caso Gianluigi Buffon.
Gianluigi Buffon è stato deferito dalla FIGC dopo una presunta bestemmia dello stesso portiere in un match contro il Bologna. Questo è il pensiero di Mario Sconcerti su calciomercato.com: "Non difendo Gigi Buffon, trovo sia profondamente ingiusto aprire un provvedimento disciplinare per una frase detta durante una partita giocata trentotto giorni prima. Il testo della comunicazione dice che la frase è stata presumibilmente pronunciata da Buffon e che il fatto cosi detto blasfemo non è stato ascoltato sul campo, ma evidenziato dalla stampa".
"Diamo dato per dato sia stato Gigi a dirla, riconosco il suo taglio nella frase incriminata, ma i peccati di una partita devono finire con la partita. Il calcio non è un divenire, non è la vita dove un reato resta reato sempre. Il calcio è una somma di fatti compiuti, altrimenti non c’è più gioco, non c’è più risultato. Chiudere una partita è l’unico modo per iniziarne un’altra. Se la stampa, un social, dimostrasse un mese dopo che in una partita è stato dato un rigore che non c’era, un gol o un fuorigioco inesistenti, che facciamo, rigiochiamo la partita? Una giustizia vera non può essere universale", ha concluso Sconcerti.








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