Buffon confessa: "Altro che Platini, il mio idolo da bambino aveva un nome e cognome"

In un'intervista al Salone del Libro 2025, l'ex portiere Gianluigi Buffon ha risposto alle domande di Paolo Nori.
Intervistato in esclusiva da Paolo Nori nel Salone del Libro 2025 di Torino, Gianluigi Buffon ha parlato senza filtri: "Nella mia vita tutte le esperienze sono state importanti e bellissime. A Parma 3 anni, alla Juve 19, un anno a Parigi ma in quel contesto ho creato legami e rapporti, il piacere di stare insieme".
"Sono stato tanto nei posti perché ho instaurato dei bei rapporti per starci. Come vivevo le partite? Nei minuti finali, le energie che sprigionano gli spettatori catturano anche te giocatore. Capisci proprio il momento quando c’è la suspence e quando c’è il boato per la parata o la gioia per il goal. Come cambia l’umore di tanta gente in un modo o nell’altro e questo è un superpotere che ho capito di avere" ha rivelato l'ex portierone della Juventus.
"L'affetto delle persone? L’affetto della gente è un qualcosa che riconosco sempre e spesso anche fuori dall’Italia. Di solito questa cosa mi stupisce, perché alla fine non so cosa ho fatto di così speciale, ho fatto solo il mio lavoro e sapevo fare solo quello. Mi sono anche divertito e mi hanno pagato bene e mi ha dato fama. Allegri mi diceva: 'Te, Gigione, sei bellissimo perché vivi in un totale stato di incoscienza, ma questa è la tua forza'. Ogni tanto ci ripenso e penso che forse è vero" ha continuato Buffon.
Chiusura con un'altra confessione: "Altro che Platini, da bambino il mio idolo era Blaz Sliskovic".






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