Bucchioni la tocca piano: "Donnarumma storia scandalosa, squallido quello che accade"

"Una brutta storia di business, di mercato e di mercanti, che fa sparire tutti quei valori che fanno del calcio uno sport amato e popolare da cent'anni, vale a dire l'amore per la maglia, il senso di appartenenza...".
Enzo Bucchioni, giornalista, parla del caso Donnarumma nel suo editoriale su Tuttomercatoweb.com: "Donnarumma, una storia scandalosa. Una società investe sul settore giovanile, fa crescere un bambino, lo lancia in serie A, gli offre cinque milioni di ingaggio per cinque anni (una follia) e lui che fa? A diciotto anni dice no, vuole andar via per più soldi e forse più gloria.
Una brutta storia di business, di mercato e di mercanti, che fa sparire tutti quei valori che fanno del calcio uno sport amato e popolare da cent’anni, vale a dire l’amore per la maglia, il senso di appartenenza, il rispetto per chi ti ha fatto crescere, la gioia di giocare nel tuo paese, per i tuoi tifosi. Tutto cancellato in nome e per conto dell’unico Dio che venera Mino Raiola: il Denaro.
Tutto molto squallido. E molto triste. Fa male pensare e ricordare che proprio questo ragazzone che pochi mesi fa baciava la maglia del Milan, adesso la calpesti senza nessun rispetto.
Ma ha davvero capito cosa sta facendo? Sa che una carriera appena iniziata potrebbe avere un brusco stop? E’ conscio del fatto che al Real (se andrà lì) sarà un numero mentre al Milan era un ragazzo di famiglia da trattare con amore e far crescere con intelligenza?
Conosco bene il calcio di oggi, non casco dal pero e non penso di essere Alice nel paese delle meraviglie, ma con questa vicenda si è andato oltre ad ogni limite.
E’ logico pensare di guadagnare di più, di andare a giocare nelle più grandi squadre del mondo, tutto legittimo, per carità. Ma è giusto farlo a diciotto anni appena compiuti?
La mia brutta sensazione è che l’entourage del bambino (ho un figlio del ’99 come Donnarumma, sono ancora bambini) si sia preoccupato solo del giocatore e non della persona. E forse neppure del giocatore fino in fondo.
A diciotto anni hai ancora diritto di giocare al calcio divertendosi, hai ancora diritto di sbagliare, devi ancora crescere e devi farlo il più possibile in serenità. Questa è una storia che, se ci fosse, sarebbe da chiamare il telefono azzurro dei baby calciatori.
Se poi penso che il Milan aveva offerto la cifra assurda per un diciottenne di cinque milioni netti per cinque anni, questo no assume aspetti ancora più inquietanti.
Chi c’è dietro? Cosa nasconde Raiola? E’ una vendetta o uno sgarbo? C’entra ancora, in qualche modo, Galliani?
Domande che mi frullano in testa.
Raiola ha sempre pensato ai suoi interessi e a quelli dei suoi assistiti e dei club, questa volta il discorso torna poco.
Il bene di Donnarumma sarebbe stato accettare il prolungamento almeno fino a 22 anni, farlo crescere nel suo ambiente, farlo maturare come ragazzo, magari fargli imparare l’inglese e contemporaneamente imporre al Milan una clausola per avere la facoltà di liberarsi fra tre-quattro anni. Ci avrebbero guadagnato tutti, anche il Milan che vendendolo fra qualche tempo avrebbe potuto incassare non poco. Un po’ come successo con Pogba e la Juve, che Raiola ha fatto vendere nel momento migliore con una plusvalenza straordinaria. Perché non l’ha fatto con Donnarumma?".







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