Bucchioni: "Juve peggior cupola mafiosa del calcio, Agnelli come Totò Riina! Una barbarie"

"Se il procuratore federale ha ravvisato negli atti della Procura, nelle intercettazioni e in quant'altro, dei comportamenti punibili da parte del presidente...".
Enzo Bucchioni, editorialista di tuttomercatoweb.com, pone l'accento sull'ultimo scandalo che ha coinvolto la Juventus nel suo fondo su tmw.com: "L’ultimo scandalo del calcio italiano ha dei contorni inquietanti. Parlo, naturalmente, della vicenda Juventus-‘Ndrangheta e di tutto quello che sta scatenando. Qui non si tratta di essere juventini o antijuventini, credo che il discorso che sto per fare attenga alla civiltà più che allo sport, al rispetto delle persone e alla presunzione di innocenza che deve valere per tutti. Dentro e fuori dal calcio.
Cosa sta succedendo, almeno a grandi linee, mi pare sia abbastanza chiaro. Alcuni capi della tifoseria organizzata della Juventus, i gruppi più estremi, secondo una inchiesta della magistratura sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel torinese, sarebbero legati a clan malavitosi. Il processo a 23 persone è iniziato ieri e questo, sottolineamolo, riguarda la magistratura ordinaria. In questo processo i dirigenti della Juventus non hanno alcun addebito, anzi, gli avvocati hanno cercato anche la possibilità di costituirsi parte civile come parte lesa. Bene.
Durante le indagini, anche a seguito di intercettazioni telefoniche, sarebbero venuti alla luce contatti tra dirigenti bianconeri compreso il presidente Agnelli con questi tifosi diciamo "particolari". E qui parliamo di contatti relativi alla vendita dei biglietti e di altre situazioni sempre legate alla vita del club e della tifoseria e non alla ‘ndrangheta.
La vasta inchiesta torinese non poteva non interessare la commissione antimafia che ha chiesto gli atti alla procura di Torino e, lette le carte, ha deciso di sentire anche il presidente della Juventus per cercare di capire di più sulle ramificazioni della delinquenza organizzata e l’incidenza del fenomeno in tutto il tessuto sociale, economico e sportivo piemontese. Mi sembra logico, giusto e normale, che a questo punto, informata di quanto stava accadendo, si sia mossa anche la giustizia sportiva.
Come è noto, i contatti e le commistioni non virtuose fra i club e il tifo organizzato sono vietati dal codice di Giustizia sportiva della Federcalcio quando sottendano finalità non sportive, in particolare l’articolo 12 recita "alle società è fatto divieto di contribuire con interventi finanziari o con altre utilità, alla costituzione o al mantenimento di gruppi organizzati e non, di propri sostenitori….". Bene.
Se il procuratore federale ha ravvisato negli atti della Procura, nelle intercettazioni e in quant’altro, dei comportamenti punibili da parte del presidente della Juventus Andrea Agnelli o di altri tesserati, non solo è giusto, ma è doveroso indagare fino in fondo ed eventualmente punire qualora siano riconosciute le colpe.
Mi sembra di avere detto cose ovvie. Quasi banali. Non so quali e quante siano le colpe della Juve. Nel leggere le intercettazioni pubblicate (che siano agli atti o meno), i contatti ci sono e pare che Agnelli fosse a conoscenza che i tifosi in questione non fossero dei santi. Anzi.
Non sono un giudice, aspetto con relativa serenità che la giustizia sportiva faccia il suo corso e decida senza guardare in faccia a nessuno applicando il Codice alla lettera. Direi queste cose anche se fossero coinvolti dirigenti di tutte le altre squadre della serie A e non solo.
Ora vengo al sodo e alla parte vergognosa di questo nostro mondo, di questo nostro sport che amiamo. Da giorni sui social, a tutti i livelli, da parte di qualsiasi persona, giovani e vecchi, addetti e non, è in atto un vero e proprio linciaggio. Parole, vignette, disegni, non solo ironie accettabili, ma vere e proprie condanne a prescindere, hanno trasformato la Juventus e i suoi dirigenti nella peggior cupola mafiosa del nostro paese. Agnelli sembra il nuovo Totò Riina e questo, lo dico da cittadino prima che da sportivo, è inaccettabile. Nessuno può pensare che io tifi Juventus (a parte qualche malato di mente) e la mia storia professionale è disponibile. Non tifo per nessuno, tifo per il calcio e quello che sta succedendo è vergognoso. Il silenzio del mondo del pallone, a questo proposito, è ancora più inquietante. Spero lo si faccia solo per evitare una ulteriore cassa di risonanza alla vicenda, ma non ne sono convinto. Magari c’è qualcuno che gode pensando alle disavventure della Juve non temendo che un giorno o l’altro possa capitare anche ad altri.
Non è calcio, è barbarie assoluta. Con questo, lo ripeto, spero che la giustizia sportiva faccia tutto in fretta e bene. Questi rapporti, se ci sono, oltre che vietati, devono essere stroncati. Anzi, allargo il discorso. Sarebbe bene che si aprisse un’indagine a tappeto per capire se anche altri club sono costretti a scendere a patti con i gruppi violenti, li foraggiano, li aiutano nelle trasferte e non solo. Nelle curve deve esserci legalità e non delinquenza e i club devono avere il coraggio di denunciare e di fare pulizia. Ammesso che sarà dimostrata la colpevolezza o meno, non credo che la Juve sia l’unica costretta in qualche modo a tenere rapporti con i violenti".







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