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Bucchioni accusa: "Gli allenatori non conoscono le regole: domande imbarazzanti! L'ignoranza..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Bucchioni accusa: Gli allenatori non conoscono le regole: domande imbarazzanti! L'ignoranza...

Il giornalista Enzo Bucchioni ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della trasmissione Microfono Aperto, programma su Rado Sportiva.


Enzo Bucchioni ha risposto alle domande degli ascoltatori nel Microfono Aperto di Radio Sportiva: "Spero che Rizzoli sia riuscito a far calmare gli animi bollenti. Ho la sensazione che gli allenatori non conoscano neanche le regole, le domande di oggi sono state imbarazzanti e la regola del fallo di mano è chiara. L'ignoranza dei protagonisti mi sconcerta. Io cercherei di semplificare questo calcio già complicato: se gli arbitri ti dicono di stare dietro la riga sui rigori devi farlo, perchè devi provare a fare il furbo? Con le immagini non la puoi passare liscia. Il rigore non può essere dato con leggerezza, deve essere rigore. Ma oggi c'è il Var: usiamolo. Il problema è il protocollo: se non sei così sicuro vai a confrontarti con le immagini, che possono aiutarti. Sui rigori la strada potrebbe essere quella di equipararli ai tiri di rigore dopo i supplementari. Se segni bene, se sbagli si riparte comunque con una nuova azione, così eviteresti tutte le polemiche che ci sono state".

SUL CAGLIARI - "Il Cagliari può arrivare fino in fondo, se in Europa o no si vedrà, ma ha dei valori di fondo ed è stato rinforzato gradualmente. A centrocampo ci sono giocatori che pochi hanno, c'è un contesto di positività che aiuta ma non si devono sentire arrivati".


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SU PIATEK - "Piatek deve ritrovare umiltà e voglia di lavorare, anche se lui ha bisogno di ricevere palle dal fondo e giocare più in contropiede. E' un giocatore normale che può fare bene ma non è il campionissimo che si pensava".

SUL PROIETTILE PER CONTE - "E' il gesto bruttissimo di un mitomane, vorrei derubricarlo. ma ci deve far riflettere e far capire dove stiamo sbagliando: stiamo tutti più cauti, con gli occhi bene aperti ma senza fare catastrofismi e senza avvelenare il clima".

SULLA JUVENTUS - "Per la Juventus non poteva essere automatico il passaggio dalla cultura storica del vincere come primo obiettivo alla cultura del vincere attraverso il bel gioco. Si è visto qualcosa, la squadra sta apprendendo ma cambiare la mentalità è difficile. La Juventus ha bisogno di tempo, deve arrivare al godimento nel giocare in quel modo: ci vuole umiltà per cambiare il modo di giocare, ma questa strada è stata avviata e credo che la vera Juve di Sarri verrà fuori in primavera. Se sarà così ci divertiremo".


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