Britos: "Napoli esperienza unica! A Londra la gente non mi riconosce nemmeno. Stupito da Hamsik"

L'ex difensro del Napoli, Miguel Angel Britos, ha rilasciato alcune dichiarazioni in un'intervista rilasciata a GianlucaDiMarzio.com.
Oggi gioca al Watford, ma Miguel Angel Britos ricorda con piacere gli anni in serie A, al Bologna e soprattutto al Napoli. Il difensore uruguayano si è raccontato ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com: “C’ero anche io nella prima Coppa Italia vinta con il Napoli. 2-0 alla Juve, io sono entrato nel finale. Un’esperienza unica: quando siamo rientrati c’erano 20mila tifosi che bloccavano tutta la città. Tre ore per fare 500 metri col pullman. Incredibile. Qui a Londra la gente neanche ti riconosce e se ti riconosce ti lascia stare. Il che ha anche i suoi vantaggi, puoi fare un giro come qualsiasi persona. I napoletani invece sono calorosi, simili a noi nel modo di vivere gli eventi: non a caso tutti i sudamericani si trovano bene in azzurro”.
Cavani, Gargano, per qualche mese Bogliacino. Il ‘blocco uruguayo’ c’era anche lì. “Qualche volta ci sentiamo ancora, anche con Andujar e Zuniga. L’ultima volta che ero a Napoli due anni fa sono andato a trovare la squadra a Castelvolturno. Un bel momento, però i tempi sono cambiati”.
Non c’è più neanche Hamsik: “Non me l’aspettavo, sinceramente credevo che Hamsik avrebbe chiuso la carriera a Napoli. Chissà, lo scudetto sfuggito l’anno scorso potrebbe aver pesato sulla sua voglia di cambiare. Comunque ha deciso lui il suo futuro ed è giusto così, se lo merita. Ho giocato con tanti compagni forti, grazie a Dio. Ma a livello tecnico forse non ne ho trovato uno migliore di Hamsik”.
E l’avversario più scomodo invece? “Facile. Quando era al top, Ibrahimovic faceva quello che voleva. Mi ricordo di una partita, quand’ero al Bologna e lui al Milan…credo che avessimo perso 3-0 in casa. Ibra aveva fatto un assist, un gol, grandi giocate. Semplicemente non riuscivo a fermarlo. I miei allenatori? Ho imparato qualcosa da tutti. Anche con Benitez mi son trovato bene, mentre Mazzarri mi ha fatto migliorare tantissimo tatticamente. Ha grande cura dei dettagli e lavora molto con i difensori”.







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