Briatore: "Perchè l'operaio deve rischiare il contagio e il calciatore no? A porte chiuse si può giocare"

Il noto imprenditore italiano e dirigente sportivo in Formula 1 ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport.
Flavio Briatore, noto imprenditore e dirigente sportivo in Formula 1, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport: "Non capisco perché il protocollo che va bene per le fabbriche non può andar bene anche per il calcio. Gli operai rischiano il contagio per poco più di mille euro e il calciatore super tutelato no? A porte chiuse si può giocare eccome, tanto le persone il calcio lo seguono in tv come farei io con la F1 se non fossi così coinvolto. Chi si dichiara contro la ripresa del campionato lo fa solo per interessi personali",
"Se non fossi coinvolto nella F.1 anche i gran premi li seguirei alla televisione. Non capisco chi si dichiara contrario alla ripartenza del campionato. Come sempre qualcuno ragiona esclusivamente per interessi personali. Io i presidenti li conosco bene, alcuni benissimo. E non potrebbero ripartire anche altre discipline? Il tennis, il nuoto. Io sono preoccupato anche per il turismo, i viaggi. Proprio oggi Emirates è volata ad Algeri, hanno fatto il test a tutti i passeggeri, una goccia di sangue. Finito in sette minuti. Troppe voci, troppi virologi, immunologi, dieci, dodici li trovo sempre in tv. Uno è costantemente in cuffia. Ma in ospedale non vanno mai?", ha sentenziato il noto imprenditore italiano che nella sua carriera ha avuto eccellenti risultati in Formula 1.







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