Brasile, Ancelotti alza la voce: "Non sono un genio, ma solo un tecnico può darmi consigli"

E' un Carlo Ancelotti come sempre calibrato nelle sue dichiarazioni, ma anche ad un uomo calmo come lui capita di perdere la pazienza.
Carlo Ancelotti si gode la qualificazione del suo Brasile agli ottavi di finale dove affronterà la Norvegia di Haaland. E nel ritiro della Selecao, in New Jersey, ha parlato con la Folha de São Paulo. Non sono mancati momenti polemici per la sofferta sfida contro il Giappone.
Ancelotti alza la voce: "Non sono un genio, ma solo un tecnico può darmi consigli"
L'intervista è stata titolata così: "È sicuro al 100% che non sono un genio. Ma è sicuro al 100% che non sono stupido". Queste le parole di Ancelotti: "In Italia si dice che tutti gli uomini vogliono essere allenatori e tutte le donne architette. Io non so se capisco di calcio oppure no, ma nessuno può giudicarmi su questa cosa. E' sicuro che ho preparato più di 1400 partite, può non essere sufficiente per arrivare a capire di calcio, però è senza dubbio una buona esperienza. Solo una persona ha preparato più partite di me, Alex Ferguson che ne ha fatte più di 2000. Io accetto consigli da tutti, ma l’unico che potrebbe essere veramente indicato a darmi consigli è Alex Ferguson”.
"Se corro mi rompo il ginocchio, ho 67 anni"
Infine un passaggio anche sul suo stato di salute complessiva: "Perché non ho esultato al gol di Martinelli al Giappone? Perché non posso correre altrimenti mi rompo il ginocchio. Ho 67 anni. E poi per me la partita non finisce mai. Quando ha segnato Martinelli mancavano ancora diversi minuti alla fine, quindi io non posso festeggiare perché già mi è successo varie volte di perdere un incontro che io pensavo fosse finito. Potevo festeggiare al fischio finale, ma quando finisce una partita come quella col Giappone la sensazione è più di sollievo che di felicità”.






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