Borriello racconta: "Ero schifato da tutto e me ne andai"

Marco Borriello, ex indimenticato bomber italiano, raccontando il retroscena inerente all'esperienza juventina: "Decisero di investire su altri".
Marco Borriello, ex indimenticato bomber italiano, raccontò il suo approdo alla Juventus e l'evolversi della sua carriera, attraverso un'intervista rilasciata a Mediaset: "Alla Juve segnai un gol importante al Cesena, ma tra contratto importante e cartellino la Juve decise di investire su altri. Andai al Genoa e segnai 12 gol, così tornai a Roma, fui protagonista delle 10 vittorie consecutive, ma a gennaio tornò Destro e loro mi dissero che sarei stato il terzo attaccante. 'Ma come? - dissi - Sono stato titolare finora!'. Mandai tutti al diavolo, accettai la prima squadra che uscì fuori. Ero schifato da tutto e me ne andai al West Ham, ma a marzo mi feci male.
Poi aggiunge: "Tornai per l'ultimo anno a Roma, feci 7 mesi senza fare una partita e l'anno dopo feci 3 mesi di vacanza per staccare completamente, ma allenandomi. Si fece avanti il Carpi, iniziai bene, ma la squadra era debole, capirono che non ce l'avrebbero fatta a salvarsi e decisero di mettere fuori rosa tutti quelli che guadagnavano di più. Ho un ricordo dei dirigenti del Carpi davvero orribile, della gente no. Da lì andai a Bergamo, mi sono trovato da Dio".
"In estate lanciai un appello a Ibiza: 'Chi vuole allenarsi con me?'. Ne arrivarono a centinaia. Arrivò la chiamata del Cagliari, dopo due giorni feci 4 gol, io ero allenato davvero, e lo dimostra il fatto che in Sardegna abbia disputato la miglior stagione della mia carriera dopo quella di Genova".








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