Bonucci racconta tutto: "Qualcosa si era sgretolato alla Juve. Lo sgabello di Porto e gli insulti..."

Il suo trasferimento ha scosso il mercato, Leonardo Bonucci, si è raccontato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.
Il suo trasferimento ha scosso il mercato, Leonardo Bonucci, si è raccontato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. "Mi sono rimesso in discussione, e a 30 anni non so quanti lo avrebbero fatto. Per me avere fame è fondamentale, ti fa dare qualcosa in più quando le forze mancano. Ho sposato un progetto ambizioso, per il quale ora metto a disposizione la mia esperienza. Perchè ho lasciato la Juve? La vita è fatta di cicli che si aprono e chiudono, e quando fai parte di un gruppo per sette anni speri di lasciare qualcosa di bello. Diciamo che nell'ultima parte della stagione il legame si è affievolito da entrambe le sponde e abbiamo deciso in accordo di allontanarci. Negli ultimi mesi si è sgretolato qualcosa. E cambiare è stata la conseguenza. Per dare il 100% io devo sentirmi importante, cosa che ormai succedeva a fasi alterne. E questo non mi andava. Anche i matrimoni più belli a volte finiscono. La premessa è che alla Juve ho dato tanto e dalla Juve ho ricevuto tanto. Per me non è stata una scelta facile perchè sette anni sono difficili da chiudere e da dimenticare. Ma il rapporto era arrivato alla conclusione, da parte di entrambi non c'era più voglia di continuare insieme. Però devo dire che per come è finita, ne siamo usciti tutti bene: io, la Juve e il Milan".
"Allegri? Con i se e con i ma si combina poco. Con lui ho avuto un rapporto alla luce del sole, ho giocato tanto e se è successo è perchè sono stato considerato importante. Avere discussioni durante gli anni è normale, e io sono uno diretto che dice sempre la verità. Ma con lui non ho avuto alcun tipo di problema. Poi, è ovvio che alcune situazioni portano delle conseguenze e ognuno si prende le proprie responsabilità. Lo "sgabello di Porto" è stato la fine di tutto? Pare che sia stata la cosa più eclatante, ma in realtà è solo la goccia finale. Già prima c'erano state altre situazioni. Poi, comunque, la cosa si era ricomposta. Che accoglienza mi aspetto dai tifosi bianconeri? Per quello che ho dato alla Juve, non mi sento nè un traditore nè un mercenario. Se dovessero fischiarmi devono sapere che, così come gli insulti che ricevevo in bianconero mi caricavano, sarà così anche nel caso mi fischiassero allo Stadium".







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