Boniek da brividi: "Maradona cominciò a dribblare tutti, numero uno di ogni tempo. Lo massacravano"

Zibì Boniek ha usato parole bellissime per raccontare il più grande calciatore di tutti i tempi: "Ci siamo tolti tutti il cappello davanti al numero uno".
Zbigniew Boniek, ex calciatore di Roma e Juventus, ha rilasciato un'intervista a Febbre a 90, in onda su Vikonos Web Radio/Tv. Sulla situazione ucraina ha evidenziato: "Quella che vivono i cittadini ucraini è una situazione drammatica. In Polonia stiamo aiutando migliaia di donne e bambini piccoli che scappano dalla guerra, salutano mariti e padri che restano in frontiera per combattere. La situazione è solo all’inizio perché prima o poi finirà la guerra, dopo andrà trovata una soluzione al problema logistico, il popolo polacco sta facendo di tutto. Il mondo è pieno di pazzi, questa è una follia che per ora non ci tocca ma non sappiamo cosa accadrà, in Polonia ed anche in Italia chiudiamo l’occhio ai movimenti estremisti che vogliono potere e creano solo disturbo e confusione. Nel calcio non c’è posto per la Russia. Non è un discorso facile, sono stupefatto dagli sportivi che hanno dato solidarietà a Putin, chi rappresenta la Russia, un Paese che invade l’Ucraina e ammazza civili e bombardando obiettivi civili, non può far parte dello sport. Mi dispiace che qualcuno la pensi al contrario, ci sono certo cose complesse, mi dispiace che nel tennis ad esempio ci siano atleti che ancora gareggino".
La hall of fame? "Sono contento, vuol dire che ho fatto qualcosa di importante negli anni 80 rappresentando anche il calcio italiano, ho cercato di fare il meglio. L’Heysel? Ricordo che con la Juve perdemmo ad Atene con l’Amburgo e ci ripromettemmo di riprovarci. Quando arrivammo in finale con il Liverpool pensavo che avremmo vinto con la gloria e l’orgoglio, invece è stata una tragedia, una macchia indelebile".
Diego Maradona? "Era eccezionale, un uomo e un giocatore fantastico ma di lui parlerò sempre bene, tutti ci siamo tolti il cappello davanti al numero uno d’ogni tempo, oggi non esistono marcature a uomo, al primo fallo ci si lamenta. Diego lo massacravano e non diceva nulla, sapeva giocare, era il più straordinario calciatore al mondo. Tante volte ho ricordato un Napoli-Juve, e Diego cominciò a dribblare tutti: nello pensavamo a “farci sentire” ma dopo dieci minuti dicevamo che era troppo bravo, lo ammiravamo in campo, riconoscendone il talento superiore". Ha concluso Boniek.








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