Boldi: "Sapete quanto guadagnavo a notte in quella gabbia di matti? Prima vendevo brioche"

Massimo Boldi racconta i suoi inizi da cabarettista al "Derby" di Milano: "Manco sapevo cosa fosse, pensai al cabaret delle paste".
Massimo Boldi nell'intervista che ha rilasciato sulle pagine di Repubblica ha rivelato alcuni retroscena sul "Derby", tempio del cabaret milanese. È tutto vero quel che si racconta intorno al posto? "Tutto verissimo". Ha risposto il noto comico: "Una gabbia di matti fantastica. Ci entrai come musicista, quando mi dissero che si faceva cabaret io manco sapevo cosa fosse, pensai al cabaret delle paste, anche perché il mio lavoro era vendere brioche. Ma fui subito rapito dalla magia di gente come Paolo Villaggio, i Gufi, Cochi e Renato, Jannacci".
Inoltre, Massimo Boldi, ha rivelato quanto guadagnava al giorno: "Prendevo 5 mila lire al giorno, anzi, a notte: lavoravo dalle 21 alle 4. Il gestore si chiamava Gianni Bongiovanni, e io ne facevo l’imitazione, tutta borbottii e frasi sconnesse. Finché mi beccò e mi gettò sul palco ordinandomi di ripeterla. E lì incominciò tutto".
"Il vero problema con quel periodo è che gira una famosa foto di molti di noi, ci eravamo soprannominati Gruppo Motore. Ogni tanto la riguardo e vedo che la lista dei morti si allunga". Ha concluso Boldi.








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