Boccia: "Da 'Turuturu' a 'Grande Amore' per Il Volo: i miei successi. Maradona, che ricordi!"

Il cantautore napoletano, Francesco Boccia, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it toccando vari argomenti.
Francesco Boccia è un cantautore napoletano, un artista che si è fatto conoscere dal grande pubblico con "Turuturu", brano portato a Sanremo nella Categoria Giovani con Giada Caliendo e classificatosi al terzo posto. Insieme a Tommy Esposito, l'artista partenopeo ha scritto “Grande Amore”, brano interpretato da Gianluca Ginoble, Piero Barone e Ignazio Boschetto in arte il "Volo". La canzone ha trionfato a Sanremo e ha scalato le classifiche di tutto il mondo. Francesco Boccia ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista ad AreaNapoli.it.
Nel 2001, in coppia con Giada Caliendo, partecipasti a Sanremo con il brano "Turuturu", canzone da te composta. Che ricordi hai di quella esperienza?
"Avevo 23 anni, Giada 15. L'emozione era tanta, fortissima. Ricordo la reazione del pubblico. Andammo una settimana prima a Sanremo per fare le prove. Quando ci esibimmo per la prima volta, riscuotemmo un grande successo, cambiò tutto in poco tempo. Fummo circondati dall'affetto della gente. Capimmo che avevamo fatto centro. La canzone diventò un tormentone, diventammo popolari dappertutto. Ricordo con grande tenerezza l'emozione prima dell'esibizione, quei dieci minuti prima di salire su quel palco che non passavano mai. Eravamo nervosissimi, stavamo male, mi veniva quasi da vomitare. Ci stringemmo le mani, ci facemmo forza insieme. Una volta scesi in platea, mi sentivo a mio agio. Sembrava di stare a casa mia, capii che quel palco mi aspettava. Me la sono goduta appieno. Nella seconda serata c'era meno tensione, eravamo coscienti che la canzone funzionava ed eravamo convinti che arrivasse sul podio".
Hai scritto con Tommy Esposito il brano "Grande amore", canzone portata al successo dal trio "Il Volo". Come nacque la collaborazione con i tre artisti? Ti aspettavi un simile successo internazionale?
"Questa canzone fu scritta nel 2003. L'ho proposta a Sanremo quattro, cinque volte. Ci ho sempre creduto, avevo superato l'età per partecipare alla sezione giovani. Maturai allora l'idea di farla cantare ad altri artisti. Io sono un fan di Freddie Mercury e Montserrat Caballé e pensai a 'Barcelona', la grande opera di questi due straordinari artisti in cui la musica classica si fonde con la musica rock. Pensai di farla cantare a delle voci importanti. Incontrai due ragazzi, gli 'Operapop', erano un soprano ed un tenore. Registrammo 'Grande amore' e decidemmo di presentarla a Sanremo. Carlo Conti se ne innamorò, ma disse che questa canzone avrebbe dovuto gareggiare tra i big, non nella sezione giovani. Passarono dei mesi, i ragazzi de Il Volo fecero un provino. Lo ascoltammo e capimmo subito che con questo brano avremmo spaccato tutto. Il successo fu clamoroso, ancora oggi i ragazzi de Il Volo continuano a ringraziarci. Ne sono molto orgoglioso. Abbiamo creduto così tanto in questo sogno da riuscire poi a realizzarlo. La canzone è diventata un successo mondiale".
Ti definiresti un autore, un cantante oppure un cantautore?
"Mi definirei un cantautore. Me la invento, me la scrivo e me la canto (ride, ndr). Sono appassionato di musica, ma non solo. Sono un uomo d'arte. Amo il teatro, il cinema, cose che hanno fato parte della mia carriera, della mia storia. Sono un innamorato dell'arte in generale".
Quanto c'è di Napoli nelle tue canzoni?
"Io sono napoletano, tutto quello che vivo, che diventa poi canzone fa parte di me. Tutto quello che esce dalla mia immaginazione, dal mio pianoforte è il frutto delle mie esperienze. Napoli è sempre presente".
Recentemente hai collaborato con Mario Frangoulis e Gigi D'Alessio. Il brano "lΜη Λυγίσεις Ποτέ: La Soluzione" è uscito in Grecia e a Cipro. Che riscontri stai avendo?
"Ho avuto la possibilità di collaborare con due grandi artisti. Le cose stanno andando alla grande. Stimo tanto Gigi, siamo entrambi di Fuorigrotta, ho sempre desiderato scrivere per lui. Sto conoscendo bene anche Mario, un talento eccezionale. Vedo che la cosa sta andando alla grande. Ho degli ottimi riscontri dagli artisti greci che hanno collaborato con me nella realizzazione del pezzo, da Marian Georgiou a Vicky Gerothodorou. Per me è un onore collaborare con artisti stranieri. L'arte è come l'amore, unisce tutto e tutti. Non vedo l'ora che esca la versione tutta in italiano. L'ho scritta io, ho voluto mandare un messaggio chiaro: la soluzione è quella di non arrendersi mai. Parole che sono ancora più sentite in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo un po' tutti".
Segui il calcio?
"Non sono un grande appassionato, ma naturalmente tifo per la mia squadra, il Napoli. Io sono il primo dei cinque figli, tutti innamorati del calcio. Io ho sempre preferito la musica e l'arte. Mio padre e mio fratello giocavano, io sono uscito un po' fuori razza (ride, ndr). Sono cresciuto andando allo stadio, ho visto il Napoli di Maradona, Careca, Alemao. Sono ricordi che porterò sempre con me, delle emozioni indelebili. Non seguo più il calcio come prima, mi sembra più finto, poco vero. Non lo vedo più autentico, il business ormai la fa da padrone".
Quali sono i tuoi progetti futuri?
"C'erano tanti concerti in cantiere, ma l'emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus ha fermato un po' tutto. Siamo in stand-by. Per quello che concerne i progetti discografici, sto lavorando con Tommy Esposito, Pasquale Mammaro e con il maestro Campagnoli per il nuovo disco di Orietta Berti che festeggerà i 55 anni di carriera. Le abbiamo dato due canzoni, vi assicuro che sono delle bellissime opere. Ci sono tante altre cose che bollono in pentola, ma non vi anticipo nulla per scaramanzia. Farò tante serate con le mie band storiche che sono i Made in Italy e i Mascalzoni Latini (tribute band di Pino Daniele). Sto collaborando al progetto "Saba, Fierro, Rega e Boccia". Mi esibisco con altri tre artisti. Salvatore Lampitelli è il vincitore di The winner is, Greg Rega ha trionfato in All together Now, Aurelio Fierro Junior è il nipote del celebre artista napoletano, è stato per anni il Gobbo de Notre Dame. Abbiamo messo su un supergruppo, abbiamo avuto un grande riscontro qualche mese fa con alcuni concerti al Common Ground e al Teatro Posillipo. Stiamo lavorando per voi, stay tuned!".
(C) RIPRODUZIONE RISERVATA









Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
