Bocca punge Spalletti: "Presuntuoso, Ballardini non l'ha inseguito a mano tesa"

"Il calcio non ha un interruttore che accendi o spegni". L'analisi di Fabrizio Bocca sulla partita di ieri sera andata in scena al Maradona.
Fabrizio Bocca, giornalista, sul proprio blog ha commentato l'eliminazione del Napoli in Coppa Italia contro la Cremonese. Queste le sue parole: "Napoli e il peccato di superbia. L’ovvio. Tra il Napoli e la Cremonese ci sono 40 punti di differenza in classifica. Ed è stato questo probabilmente il problema della clamorosa eliminazione ai rigori della squadra di Spalletti dalla Coppa Italia. Pensare che fosse una normale pratica burocratica, eseguibile con l’applicazione del semplice differenziale di classifica. Davanti addirittura un club in crisi, che ha appena cambiato allenatore, da Alvini a Ballardini. Evidente la trappola: il club che ha inflitto cinque gol alla Juventus, può per caso perdere, sia pure ai rigori, dalla Cremonese (addirittura in dieci negli ultimi 20 minuti dei supplementari)? No, tanto è vero che Spalletti – come tutti – ha lavorato di cambi e di turn over, inventandosi un Napoli bis".
"Il meno ovvio. Il calcio non ha un interruttore che accendi o spegni, basta mettere on e la macchina va al massimo, la maggior parte dello svolgimento del calcio è di fatto incontrollabile, il calcio non è, e soprattutto non ha, una regola matematica, l’aspetto mentale e psicologico è spesso prevalente e alla fine fa la differenza. E se vogliamo andare oltre, ha addirittura aspetti fortemente irrazionali per non dire paranormali: non bastasse il paradiso dello scudetto, non appena si è cominciata a vagheggiare addirittura la Champions League, ecco che arriva la mazzata punitrice per aver peccato anche solo col pensiero".
"Le conseguenze. L’eliminazione dalla Coppa Italia è dura da digerire, certe squadre non hanno tutte queste occasioni per vincere ciò che vogliono e possono, ma fa da consolazione il fatto che anche altri siano caduti nello stesso inconveniente (vedi il Milan). L’eliminazione, nel più classico degli schemi di ragionamento tipici dei rituali del pallone, richiamerà adesso l’intera squadra, da Meret a Osimhen, alla massima applicazione delle virtù monacali e all’obbedienza assoluta a Luciano Spalletti. Che, intendiamoci, è caduto lui per primo nei peccati di presunzione e superbia. Solitamente fumantino e irascibile come Popeye, è apparso dopo il misfatto con la coda tra le gambe a farfugliare il nulla, senza sapere pure lui come spiegarsi l’imbarazzante incidente. Sarà ancora più duro, feroce e martellante: ci potete scommettere. E alla fine, sfrutterà al meglio la lezione di questo incidente. Sempre che di mero incidente si tratti…".
Poi battuta finale su Spalletti: "PS: non mi sembra che Ballardini abbia inseguito platealmente Spalletti a mano tesa per stringere la sua".








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