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Bocca: "Oggi per la Juventus il modello è il Napoli, chi l'avrebbe mai detto"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Bocca: Oggi per la Juventus il modello è il Napoli, chi l'avrebbe mai detto

Mentre il Napoli sogna lo scudetto, la Juventus, che nella bussola del calcio italiano rappresenta il Nord non solo come polo geografico, ricostruisce se stessa.


"Il ribaltone, oggi per la Juventus il modello è il Napoli", questo il titolo di Fabrizio Bocca, giornalista, che ha analizzato il momento della squadra di Luciano Spalletti dopo la vittoria contro la Salernitana, e facendo un po' il punto sulla Juventus. Queste le sue parole: "Il Napoli sopra e la Juventus sotto costruiscono un nuovo campionato, o se volete ci danno una trama diversa dal solito film. Cambiano gli equilibri, cambiano i rapporti di forza, ci sono nuovi personaggi, nuovi idoli e nuovi mostri. Mentre il Napoli taglia il traguardo dei 50 punti, sognando di farne 100 e di vincere lo scudetto, proponendosi non solo come nuovo protagonista, ma come nuova forza, una squadra capace forse di costruire non solo l’oggi ma anche il futuro, la Juventus, che nella bussola del calcio italiano rappresenta il Nord non solo come polo geografico, ricostruisce se stessa".


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  Il -15 inflitto dalla giustizia sportiva, al di là dei dibattiti sul merito e sulla fondatezza della pena, costringerà a un ripensamento del club così come l’abbiamo sempre vissuto fino a oggi. La Juve oggi non è più un centro di potere, le sue fughe in avanti riassorbite, lo strapotere tecnico sul campo già annullato e addirittura superato, i suoi buchi contabili scontati come deve o dovrebbe essere per tutti, persino le sue colpe la rendono molto più terrena. La Juventus aveva già dimenticato da tempo gli scudetti a ripetizione, sbiadito il sogno di rivincere la Champions League, l’ultima ormai sperduta nel millennio scorso, oggi la sua dimensione è fare la corsa su Fiorentina e Torino, preoccuparsi di Italiano o di Juric, guardare al gol di Miranchuk invece che a quelli di Di Lorenzo e di Osimhen. La condanna a -15 semplicemente accelererà una mutazione genetica che era già cominciata.


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 Al di là del nuovo scandalo in cui la Juve è stata coinvolta e di cui sta pagando inevitabilmente il prezzo, è sicuro che tra sei mesi o un anno, e comunque vadano i processi penali e sportivi che la riguardano, assisteremo alla nascita di un nuovo club e di una nuova squadra. Con nuovi criteri, meno follie alla Ronaldo, più sostenibilità. Non ci sarà più qualcuno col cognome degli Agnelli al vertice. E chissà che John Elkann prima o poi non se ne disfaccia addirittura, dopo 100 anni di sodalizio Agnelli/Juventus. Questo è un sospetto che in tanti ormai abbiamo da tempo.

Di fatto abbiamo un rovesciamento dei poli del calcio così come l’abbiamo conosciuto negli ultimi venti anni almeno. Oggi la Juve, come aspirazione e modello di gestione, non è più il riferimento del Napoli o di tanti altri club. Allenatore iperdinamico, giocatori alla Osimhen o alla Karavtskhelia, filosofia di gioco e di spettacolo, mercato che deve rispettare conti e pianificazioni. Piuttosto da domani sarà il Napoli di De Laurentiis a essere il riferimento e il modello cui cui tenderà la Juventus. Considerato che i rispettivi presidenti, e non solo loro, si sono stati sempre cordialmente sulle scatole, chi l’avrebbe mai detto…".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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