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Bocca: "La Juventus aveva già confessato tutto. Occhio al fronte Uefa"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Bocca: La Juventus aveva già confessato tutto. Occhio al fronte Uefa
© foto di Image Photo Agency

La sentenza ufficiale della Corte d'Appello Federale potrebbe aprire anche un fronte Uefa, con sanzioni di tipo internazionali.


Fabrizio Bocca, giornalista, ha analizzato il caso Juventus sul proprio blog. Ecco quanto si legge: "E’ una stangata, certo. Ma potremmo vederla anche come un compromesso. 15 punti di penalizzazione possono al massimo rovinare una stagione, non di più. Dipende che dimensione diamo alla colpa Juventus. La giustizia sportiva che prima si era voltata dall’altra parte lavandosene pilatescamente le mani – le plusvalenze? ognuno fa il prezzo gli pare, è il mercato fanciulli! – , adesso le mani le mette nelle carte sporche, prende la Juventus e la sbatte giù in bassa classifica. Sotto Torino e Fiorentina, a quota 22 punti: 10° posto. Con plusvalenze e bilanci ne ha combinate talmente tante, la Juve, che una volta scoperti c’era da aspettarselo".


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"Certo sorprende abbastanza che la Corte d’Appello Federale, incaricata di discutere la richiesta di riapertura del processo, abbia addirittura inasprito le richieste del procuratore federale Giuseppe Chiné. Il quale adesso fa addirittura la figura del tenerone, di non aver quasi capito e interpretato bene le conseguenze di quanto aveva in mano. Materiale non certo suo, ma gentilmente passatogli dalla Procura di Torino. Le motivazioni della sentenza ci spiegheranno meglio e ci faranno capire il criterio applicato. Forse…


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Probabilmente nessuno di noi si aspettava che l’operazione fosse così veloce, in 8/9 ore fatto tutto. Alla fine mi sento di interpretarla così: sbrighiamoci cerchiamo di chiudere questa storia il prima possibile, mettiamoci pure un bel sovrapprezzo sopra, ma poi basta. Già, perché se è vero che l’ Inchiesta Prisma può portare ancora a importanti colpi di scena – pensiamo alla famigerata Carta Ronaldo, che brucia sotto la cenere – sarà difficile metterci un punto e probabilmente si andrà sempre a inseguire una verità ulteriore. Così come del resto era accaduto anche 16 anni fa con Calciopoli. Però mi pare difficile credere che ogni sei mesi si riapra un processo già chiuso e già riaperto. Una specie di processo al cubo.

Ci sono altri aspetti che mi preme sottolineare.

1 - IL VIZIETTO – Potrei chiamarla anche recidività, che torna per erodere l’integrità, l’onestà, la rettitudine e la reputazione di un grandissimo club. Non era bastata la lezione di Calciopoli? Come è possibile che un dirigente col nome di Agnelli abbia permesso e addirittura pilotato tutto questo? E’ evidente che a un certo punto si finisce col pensare di essere al di sopra di tutto e di tutti. Delirio di onnipotenza.

2 - LA GRAVITA’ – Truccare le carte, non è solo un artifizio amministrativo e contabile per salvare i conti e i bilanci, significa usare scorciatoie e non rispettare le regole che altri rispettano. Regole che pesano sul mercato e sulla costruzione stessa delle squadre. Non so perché altri club con cui la Juventus ha fatto plusvalenze siano stati completamente assolti, ma qui evidentemente c’era una complessità di operazioni, un sistema. Che cambiava il gioco. E comunque, per come soffia il vento, eventuali ulteriori scossoni alla classifica non li escluderei del tutto, almeno per quanto riguarda gli altri club. Un’altra tranche di giudizio relativamente alle plusvalenze è in arrivo a fine febbraio.

3 - IL FRONTE UEFA – La sentenza ufficiale della Corte d’Appello Federale potrebbe aprire anche un fronte Uefa, con sanzioni di tipo internazionali. Così come la Juventus ha infatti manomesso la regolare competitività tra i club italiani, così l’Uefa potrebbe intervenire perché la Juventus è stata impegnata in questi anni anche in Champions League ed Europa League. I rischi sono altissimi e il conto, per quanto si cerchi di chiuderlo, resta sempre aperto.

4 - LA CONFESSIONE – Inutile girarci intorno, inutile soffermarsi sul principio dottrinale del “ne bis in idem” – non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto – la Juventus aveva confessato tutto. Quando Andrea Agnelli, Fabio Paratici il grande manovratore delle operazioni, Maurizio Arrivabene e Pavel Nedved si erano dimessi insieme a tutto il Consiglio di Amministrazione avevano confessato al mondo il loro peccato. Il giorno prima che la stangata arrivasse la Juventus ha cambiato completamente faccia, ora al suo vertice c’è un Direttorio, una specie di governo di solidarietà bianconera.

Adesso non resta che pagare ancora una volta il conto".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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