Bianchi: "Sapete chi c'era nel momento magico del mio Napoli? Siamo importatori"
L'ex allenatore del Napoli del primo scudetto, Ottavio Bianchi, ha parlato del momento che vive il calcio italiano soffermandosi sugli azzurri.

Ottavio Bianchi, ex allenatore del Napoli del primo scudetto, ha rilasciato un'intervista ai microfoni della trasmissione Febbre a 90 su Vikonos Web Radio/Tv, per parlare del momento che vive la squadra azzurra: “Il Napoli sta facendo molto bene in una stagione di rinnovamento, allenatore nuovo, tutto nuovo, aveva meritato il primato peraltro con un distacco notevole dalle inseguitrici, poi c’è stato un piccolo passaggio a vuoto".
"Il campionato è comunque ampiamente positivo, ci sono momenti fisiologici in cui c’è un calo, forse dovuto a qualche infortunio di troppo. La sfida con l’Inter è significativa ma non decisiva, sotto il profilo dello scudetto c’è il vantaggio, indiscutibile, di non avere le coppe, al di là degli infortunati che ha Conte il tecnico può preparare una gara a settimana e recuperare qualche microtrauma con più serenità. Per la lotta gli azzurri dovranno vedersela anche con l’Atalanta, ovviamente. Il calendario? Logico che i confronti diretti siano differenti e potrebbero avvantaggiare il Napoli in futuro, ma tutto ciò non vale nulla se poi non si battono le medio-piccole. Ad ogni modo, bisogna ragionare partita per partita, anche se il distacco tecnico-tattico tra le big e le squadre di centro-bassa classifica è evidente".
"Mancanza di appeal televisivo della Supercoppa con Empoli o Bologna in finale di Coppa Italia? Il calcio italiano non è appetibile a livello internazionale, siamo omrai passati in quarta fascia, i migliori giocatori vanno altrove, sono sempre dell’idea che ci siano pochissimi calciatori nostrani che peraltro devono fare una gavetta incredibile, perché non giocano mai a discapito di giovani stranieri che magari valgono molto meno. Questo è un discorso che riguarda anche la Nazionale, anch’io comunque, se c’è una gara di Premier la vedo a vedere e guardo meno volentieri una sfida “media” di Serie A. Negli anni al Napoli sapete chi c'era? Tanti napoletani nel vivaio, tutti bravi che hanno dato un contributo notevolissimo al momento magico del Napoli, se fossi nei quartieri alti di chi comanda curerei il vivaio delle grandi società, come fanno tutti, i migliori istruttori lavorano nei settori giovanili, d’altronde siamo un Paese importatore, non esportatore di talenti”.
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