Bianchi: "Maradona era come Mozart: capolavori quotidiani! Non potevo dirlo in pubblico..."

Ottavio Bianchi, ex allenatore del Napoli, ha parlato alla Gazzetta dello Sport di Diego Armando Maradona, scomparso all'età di sessanta anni.
La morte di Diego Armando Maradona ha sconvolto un po' tutti, soprattutto chi ha avuto la possibilità di conoscerlo e di vincere grazie a lui. Ottavio Bianchi, suo ex allenatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista alla Gazzetta dello Sport: "Come giudicare l'arte di Maradona, le sue giocate? Per me è stato come trovarmi davanti a un quadro di Picasso o alle grandi opere degli espressionisti che ho sempre amato. Lo guardavo inebriato e ogni volta che aveva la palla tra i piedi avevo la sensazione di assistere a qualcosa di perfetto, unico e irripetibile".
Ottavio Bianchi ha poi aggiunto: "Ho avuto un enorme privilegio, assistere ogni giorno alla realizzazione dei suoi capolavori: perché le prodezze che tutti ricordano, le sue punizioni impossibili, i gol da centrocampo, le serpentine, le acrobazie, io le ho viste replicate dal vivo milioni di volte. Ogni giorno, in ogni allenamento Diego regalava quelle prodezze con la semplicità e la naturalezza di chi è baciato dalla grazia. Lo osservavo e dentro di me applaudivo e mi chiedevo come fosse possibile. Da tecnico freddo e impassibile evitavo di manifestare il mio stupore davanti a tutti. Ma mi gustavo ogni suo singolo gesto. Arte pura. Come lo spiega lei il genio? Vederlo giocare era come ascoltare Mozart. Anche i più bravi dei suoi compagni e dei suoi avversari, al massimo erano dei Salieri, lui no. Lui era Mozart".








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