Bianchi: "Kvara? Ma quale maglia, sono aziende. Noi poveri uomini per lo stipendio"

"L'Atalanta ha sempre fatto campionati per non retrocedere, ora fa parte dell'elite del calcio mondiale", ha spiegato l'ex mister.
Ottavio Bianchi, ex giocatore e allenatore di Napoli e Atalanta (alla guida dei partenopei vinse il primo scudetto della storia del club, in campo c'era Diego Armando Maradona) ha rilasciato un’intervista a Radio Kiss Kiss Napoli nel corso di Radio Goal.
Queste le sue parole: "Atalanta-Napoli? Lo spettacolo lo fanno i calciatori, non i tecnici che al massimo danno le indicazioni. Ora si gioca in sedici e i calciatori fanno la differenza. Spesse volte sono quelli che entrano in campo dalla panchina che decidono le gare, non esistono più i titolari e le riserve, non c'è questa demarcazione come un tempo. I moduli? Un allenatore non può avere solo un modulo in testa".
Ed ha confermato: "I protagonisti son sempre i giocatori. L’Atalanta ha sempre fatto campionati per non retrocedere, ora fa parte dell’elite del calcio mondiale e non è più una provinciale. A Gasperini hanno acquistato i calciatori all’altezza anche. L’addio di Kvaratskhelia? Ci sta. Non dimentichiamoci che un calciatore fattura oggi come una grande azienda. Non si può pensare che oggi si giochi per la maglia come facevamo noi che eravamo dei poveri uomini dal punto di vista dello stipendio. Oggi i calciatori vanno dove gli conviene e dove conviene agli agenti".








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