Bergomi: "Spalletti è forte, al Napoli manca solo un aspetto. Su Mourinho, Koulibaly e de Ligt..."

Beppe Bergomi, ex difensore dell'Inter e della nazionale campione del mondo a Spagna 1982, ha rilasciato alcune dichiarazioni a New Sound Level.
Beppe Bergomi, ex calciatore dell'Inter e commentatore televisivo, è stato intervistato ai microfoni de “il Diabolico e il Divino”, trasmissione condotta da Giuseppe Falcao e Simone LP, in onda su New sound Level 90FM in occasione dei 40 anni da Italia – Brasile 3-2. "Spagna 82?Bearzot dopo l’infortunio di Collovati mi ha detto “ragazzo scaldati, marchi Serginho” e non ho pensato a nulla, ho avuto poco tempo ed è stato un vantaggio. Sono stato aiutato da quei grandi giocatori e quei grandi uomini che avevo intorno. Bruno Conti? Non so quanto varrebbe, sarebbe uno dei migliori. Questi giocatori di grande talento che fanno bene tutte e due le fasi sono dei campioni, ho riguardato quella partita di recente, e anche se si andava un po’ meno veloci di oggi c’era una qualità tecnica incredibile. Bruno Conti sarebbe uno dei più grandi giocatori di Europa".
Sul contatto Juventus-Zaniolo: "Ormai il calcio è talmente cambiato che anche con due anni di contratto sei in un momento in cui o rinnovi o decidi di andar via altrimenti si va quasi sempre a scadenza. Io credo che ci siano dei ragazzi che creano un’identità all’interno della squadra e Zaniolo si identifica bene con la Roma, è stato protagonista nella finale dopo un calvario, sempre con la maglietta della Roma addosso. Bisogna solo decidere cosa fare".
E su de Ligt: "Il ragazzo non ha avuto la crescita che mi aspettavo, io ho commentato la semifinale di Europa League Ajax Lione quando lui aveva 17 anni e avevo pensato che sarebbe diventato un campione. Mi aspettavo che il gioco di Sarri potesse esaltarlo, perché Sarri è un maestro come abbiamo visto anche con la crescita di Koulibaly. Quest’anno anche qualche errore l’ha commesso e le società preferiscono vendere i difensori per acquistare davanti".
Poi su Bremer: "Giocatori come Skriniar, Barella, Lautaro, hanno l’Inter nel cuore, è un discorso di identità. L’Inter l’anno scorso dopo lo scudetto ha dovuto ovviare alla cessione delle due pedine più importanti e alla perdita dell’allenatore e ha vissuto un anno dolce-amaro, con le due coppe vinte e il campionato sfumato al fotofinish. I tifosi devono pensare che non si possono fare solo acquisti ma sono necessarie delle uscite. Io Bremer però non lo vedo come terzo centrale a destra, lui è proprio un centrale. Io Bremer lo conoscevo prima del Torino, avevo già consigliato agli osservatori del Torino, che mi avevano chiesto un parere, di prenderlo".
Su Mourinho: "Jose non è scontento, come tutti gli allenatori vorrebbe avere tutti i giocatori subito ma la sua bravura è quella di creare identità, l’anno scorso è arrivato un trofeo e con qualche innesto quest’anno la Roma può diventare molto competitiva e candidarsi seriamente ad un posto in Champions, Josè Mourinho è sicuramente l’uomo giusto".
Sul Napoli e su Spalletti: "Il Napoli negli ultimi anni ha avuto una grande continuità europea, sono tanti anni consecutivi che raggiunge Europa League e Champions League. La squadra è forte ed è allenata bene, vediamo cosa succederà sul mercato, le società ora ragionano in maniera diversa ma la cosa più importante è che l’ambiente rimanga tranquillo. Al Napoli manca solo la personalità di resistere nei momenti di maggiore pressione. Cosa penso di Spalletti? Che è forte, quando tu gli chiedi di competere per un obiettivo lui lo raggiunge".








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