Benitez racconta l'incubo cinese: "Avevo un braccialetto col mio nome in una stanza di 70 passi"

Rafa Benitez ha raccontato un retroscena sulla quarantena cinese: "Ti bussano alla porta alle sette del mattino, per tre volte al giorno".
Rafa Benitez, ex allenatore del Napoli, attualmente all'Everton, ha rilasciato un'intervista sulle pagine del Daily Mail per parlare della quarantena e delle misure anti Covid vissute in Cina: "Quella di quando sono tornato in Inghilterra e sono stato chiuso in casa non era una vera e propria quarantena. La quarantena vera è quando sei in un albergo, ti bussano alla porta alle sette di mattina, all'una di pomeriggio e poi di nuovo alle sette di sera e ti passano il cibo e le mascherine. Quando hai un braccialetto con il tuo nome e non puoi lasciare la stanza perché sei sotto strettissimo controllo. Quella è una quarantena".
Inoltre, Benitez, aggiunge: "È un qualcosa di totalmente differente da quella vissuta in Europa. Guardavo le partite, leggevo, passeggiavo dentro la stanza. Quando ero a Hong Kong la mia prima stanza era di settanta passi, quindi potevo farmi una passeggiata all'interno. La seconda era più piccola, solo 50. E quindi passeggi, passeggi, passeggi, fai un po' di palestra e qualche esercizio. La maggior parte dei canali TV è cinese, il calcio internazionale lo vedi di tanto in tanto sui notiziari, ma se vuoi vedere le partite devi farlo dal computer".








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