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Benedetto Casillo: "Sento dire una cosa assurda su Osimhen. Natasha? Sta in pensione"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Benedetto Casillo: Sento dire una cosa assurda su Osimhen. Natasha? Sta in pensione

Benedetto Casillo, grande attore napoletano, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Amore Campania. Delicato il ricordo di Luciano De Crescenzo.


Benedetto Casillo, noto attore napoletano, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma condotto da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania. "Stiamo portando in giro per l'Italia "Così parlò Bellavista", siamo contenti di portare avanti il messaggio di Luciano De Crescenzo. Adesso siamo al Teatro Augusteo, ma saremo anche al Diana. Napoli sconfitto a Milano? Ho paura di una sola cosa - spiega Casillo - ovvero dell'ambiente. Passiamo dall'euforia allo sconforto in un attimo. Tutto sommato siamo ancora primi, anche se il rientro dell'Inter è molto pericoloso perché è la squadra più attrezzata, anche più del Milan. Il Napoli di Spalletti finora è stato una meraviglia, una sconfitta può capitare, sarà importante non abbattersi. Ho sentito pure dire che Osimhen corre troppo, si sbatte troppo, ma smettiamola. Anche se l'infortunio non ci voleva, come le partenze dei nostri uomini migliori per la Coppa d'Africa. La lotta scudetto è ristretta a quattro squadre, non dimenticherei l'Atalanta, altra compagine molto pericolosa".


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Poi Casillo ha aggiunto: "Salvatore", il portiere in seconda in "Così parlò Bellavista", cosa consiglierebbe ai giovani? Non dobbiamo lasciarci globalizzare, siamo una città ricca di storia e cultura, non disperdiamo il nostro patrimonio. C'è troppa volgarità in giro, il Napoletano invece è bellissimo e musicale, non bisogna disperdere le nostre radici d'amore, altruismo, generosità e pazienza. Napoli terzo mondo d'Europa? Evidentemente non sapevano cosa dire in Francia, povera gente, non hanno nemmeno il bidet nelle case. Il terzo mondo è quando sei arido dentro, noi se scendiamo Via Caracciolo, il Padre Eterno ci ringrazia. Il cinema produce tante cose belle anche nella nostra città, evidentemente a Parigi nun 'a vedono 'a televisione (ride, ndr). Fermento artistico napoletano? Quello vero c'è stato alla fine degli anni settanta, con la nascita della Compagnia di Canto Popolare, la Gatta Cenerentola, poi siamo arrivati noi, la Smorfia e tutti gli altri. Oggi quello che ci frega è l'arrivismo, il voler arrivare troppo presto e noi abbiamo un detto: "'a jatta pe' ghì 'e pressa, facetto 'e figli cecati", andiamo con calma e pazienza. Scudetto del 1987? E' stato un periodo straordinario, un'epoca particolare, è arrivato questo Dio, questo Maradona, di Diego ricordo la sua generosità e la sua fragilità, andava protetto. Un grandissimo e come tutti i grandi ha avuto qualche momento di debolezza, lui era un Poeta come Dante Alighieri. Ma io ricordo con amore anche il Napoli di Vinicio e Pesaola, quando inaugurano il San Paolo ero un bambino, quante emozioni. Mio zio Benedetto mi portò anche allo Stadio Collana al Vomero, passandomi questa passione per i colori azzurri".


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"Spalletti filosofo? A volte lo è un po' troppo, Luciano De Crescenzo era più affabile, più dolce e più delicato del toscano del Napoli. I napoletani cosa mi dicono per strada? Mi chiedono sempre: "Ma Natasha comme sta?", adesso sta in pensione, ha una sessantina d'anni, lasciamola in pace".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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