Bellucci: "Napoli ti rimane addosso tutta la vita. La retrocessione fu un dramma, Cannavaro..."

L'ex bomber ricorda: "Vidi le lacrime di Pino Taglialatela e la disperazione di dirigenti e magazzinieri: mi resi conto di cosa era successo".
A Radio Marte nella trasmissione "Si gonfia la rete" è intervenuto Claudio Bellucci, ex calciatore azzurro: "Napoli è stata la mia prima esperienza nel calcio vero, aver giocato nel Napoli ti rimane addosso per tutta la vita. Se mi dici Parma-Napoli mi vengono in mente le lacrime di Taglialatela e la retrocessione, fu un giorno drammatico, Fabio Cannavaro non giocò e ci venne a confortare in campo. Perdevamo 1 a 0, pareggiai e andai a prendere il pallone in fondo al sacco, dovevamo vincerle tutte, subito dopo il fischio finale però ho visto la disperazione di dirigenti e magazzinieri e mi resi conto di quanto fu un dramma sportivo, eravamo una buona squadra, nessuno poteva immaginarsi quell’annata, fu una successione di eventi negativi, l’esonero di Mazzone fu la pietra tombale, lui aveva compattato il gruppo e riacceso un po’ la fiammella, quando andò via perdemmo il nostro condottiero".
"La Juve è fortissima, ogni anno inserisce 2-3 top player, ma il Napoli è sempre lì a -3, e sarà anche in questa stagione l’anti Juve, lo scontro diretto non sarà decisivo, ma fare risultato a Torino rappresenterebbe un’ulteriore conferma".







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