Bellucci: "La Juventus mi voleva, ma il Napoli disse di no: il motivo"
L'ex attaccante del Napoli, Claudio Bellucci, ha svelato un retroscena che riguarda la compagine partenopea.

Claudio Bellucci, ex calciatore tra le altre anche del Napoli, si è raccontato in Storie di Calcio, trasmissione in onda sulla emittente TMW Radio: "Mio padre era un difensore e non lo saltavo mai. Poi crescendo ci sono riuscito e ho continuato a sognare di voler fare quel ruolo".
"Eriksson è stato il primo a credere in me in Serie A. Lo svedese è stato fondamentale per la mia crescita, era una persona eccezionale. La Sampdoria è stata la mia squadra del cuore, quella più importante. Sono arrivato lì a 14 anni e sono diventato un uomo. Mi sono innamorato di questi colori, anche se Bologna è stata una tappa altrettanto importante", ha aggiunto Claudio Bellucci nel corso del suo intervento.
Sugli allenatori: "Solo con due non ci siamo mai trovati, Guidolin al Bologna e Delneri, ma col tempo poi ci siamo chiariti. Non potrò mai dimenticare Mazzone. Mi chiese di andare al Bologna e da lì la mia carriera ripartì".
Sulle sue squadre: "Essendo romano avrei sognato di giocare un giorno alla Roma, ma anche nella Lazio. Nel 1998 sfiorai la Juventus. Dopo l'infortunio di Del Piero a Udine fui vicino ai bianconeri per sostituirlo in quei 6-7 mesi. Ma a Napoli stavo facendo molto bene, Ferlaino e Ulivieri rifiutarono l'offerta. Dovevamo vincere il campionato per tornare in Serie A e non se ne fece nulla. Un vero peccato. Deluso? No, alla fine ero amato a Napoli. Avrei fatto un grande salto, in un grande club, però aver giocato nel Napoli mi ha dato tanto".
Sulle reti più belle: "Col Napoli il gol alla Juve fu incredibile, perché fu la prima volta che segnai a una big in campionato. Poi le reti all'Arsenal in Coppa delle Coppe con la Sampdoria e col Bologna un gol in rovesciata al 90' contro il Verona, che forse è il gol più bello che ho realizzato".
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