Bellucci: "Con Allegri al Napoli, era disponibile e divertente. Vi racconto la discussione con Juliano"

Massimiliano Allegri ha vestito la maglia del Napoli come calciatore nella stagione 1997-1998. Il racconto di Claudio Bellucci.
Claudio Bellucci ha giocato con la maglia del Napoli per diverse stagioni, la sua prima stagione nel 1997-1998 lo vide condividere lo spogliatoio azzurro anche con Massimiliano Allegri che fu voluto all'ombra del Vesuvio da parte di mister Giovanni Gaelone.
Bellucci racconta l'esperienza di Allegri al Napoli
Bellucci ha rilasciato alcune dichiarazioni ad Il Mattino: "Cosa ricordo di Allegri? Che arrivò insieme con Galeone, l’allenatore era già il suo mentore. Max era già affermato, tutti lo conoscevano in campo, forse il meglio della sua carriera era già passato ma la sua personalità e la sua esperienza non riuscirono a essere sempre presenti. Giocò meno di quanto si aspettasse anche per i tanti cambi in panchina. Si capiva già quanto fosse attento a determinate cose: il senso tattico, la ricerca del gioco. Aveva le caratteristiche del calciatore bravo, forte, tecnicamente di alto livello. Predire il suo futuro, immaginare di vederlo tra i migliori allenatori di sempre nella storia del nostro calcio, però, sarebbe stato complicato".
Quanto di quel Galeone è nell’Allegri allenatore? "Il primo Max in panchina ha tanto del mister. Nei primi anni di Allegri si assomigliavano. Poi c’è la crescita, la naturale evoluzione. Allegri ha allenato grandissime squadre e quando lo fai l’obiettivo cambia. Se alleni in un top club, la vittoria è l’unico fine che hai. Il risultato è la cosa più importante. Per farlo devi avere grandi allenatori, affidarti anche alle individualità, cosa che Allegri ha poi fatto negli anni. Guardatevi intorno: gli allenatori di altissimo livello italiani sono sempre gli stessi tre o quattro…".
Allegri sempre disponibile e divertente
Che giocatore era Allegri? "Sempre disponibile, sempre divertente. Metteva al nostro servizio la sua esperienza. E in campo, quando poteva, guidava i più giovani come me o Goretti, insieme quell’anno. Quando ti dava un consiglio sembrava già un allenatore".
La discussione con Antonio Juliano
Quale episodio di quella stagione non dimentica? "Dopo qualche partita in panchina, ci fu una discussione con Antonio Juliano, tra i dirigenti più in vista e più rispettati a Napoli. Max non arretrò di un centimetro, facendosi valere. Poi la cosa si chiuse subito ma ancora oggi rivedo quella dialettica in lui: difficilmente puoi metterlo in difficoltà. La personalità è sempre la stessa e gli ha concesso di arrivare dove è arrivato".






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