Bellinazzo: "San Paolo terzo stadio per presenze: questi i dati"

L'ex difensore azzurro Francesco Colonnese ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della trasmissione Si gonfia la rete, in onda sulle frequenze di Radio Crc.
Il giornalista de Il Sole 24 ore Marco Bellinazzo, esperto di finanza, ha rilasciato alcune dichiarazioni al portale vavel.com parlando, tra le altre cose, di alcuni aspetti del Napoli: " La media di pubblico della Serie A, nella stagione appena conclusa, è stata pari a 23.282 spettatori a partita, con il 56,6% degli spalti occupati. L'Inter è la squadra con il maggiore seguito, con oltre 46 mila spettatori a partita e il 57% di riempimento di San Siro, davanti a Napoli e Roma (poco oltre i 40 mila, pari al 67 e 54% di occupazione). In questo conteggio influisce il caso Cagliari: i rossoblù, nelle 16 partite giocate in Sardegna, hanno registrato il 96,6% di affluenza, in virtù però di una capienza massima di poco inferiore alle 5 mila unità. A parte gli isolani, l'unica squadra - ha precisato - a superare il 90% di presenze è stata la Juventus: la media di presenze allo Juventus Stadium è di 37.300 spettatori a match. Per il resto si va dal 67% del Napoli al 49% del Milan, con due picchi negativi: la Lazio è crollata, con 28.455 spettatori di media a partita, a una percentuale di riempimento del 39%, e il Chievo non raggiunge i 10 mila a partita, fermandosi al 23% di spettatori al Bentegodi. Ricapitolando, vien fuori una classifica del genere: Budesliga, Premier League, Liga, Serie A e Ligue 1. Stando all'ultimo rapporto di Deloitte, la Premier muove 2,9 mld di euro (+7%), seguito dalla Bundesliga (2 mld, +8%), dalla Liga (1,9 mld, +4%), dalla Serie A (1,7 mld, +6%), e infine dalla Ligue 1 (1,3 mld, +14%). Cosa manca del Napoli di Maradona e di quell'epoca calcistica italiana? Ciò che manca di più, non solo a me ma al calcio italiano in generale, è la componente territoriale, autoctona, delle squadre. Nelle fila di quel Napoli c'erano tantissimi giocatori campani e, tra questi, tanti - ha ricordato - cresciuti nel vivaio. Da qui derivava un legame vero tra i giocatori, la squadra, la maglia e i tifosi. Una sinergia maggiore di quanto ce ne sia oggi nel calcio moderno. Senza dimenticare la componente economica: ti potevi permettere di comprare Maradona, mentre gli altri giocatori li crescevi in casa. Nel mondo esistono ancora realtà che seguono questa filosofia. È il caso del Barcellona, che accosta grandi acquisti, spedendo cifre a volte elevatissime, a giovani di valore sfornati dalla Masia".







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