Bellinazzo rivela: "Ecco quanto ha in cassa De Laurentiis! Napoli è record, ma si rischia..."

Il giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Bellinazzo, esperto di calcio e finanza, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Goal, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio Kiss Kiss.
Il giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Bellinazzo, esperto di calcio e finanza, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Goal, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio Kiss Kiss. "Il bilancio 2014 ha segnato un record nella la storia del Napoli, registrando un fatturato di quasi 240 milioni, determinato però da alcuni elementi straordinari, come la plusvalenza maturata con la cessione di Cavani e i ricavi legati alla partecipazione della scorsa edizione della Champions League e, in parte, all'Europa League. Tolti questi, restano 'operativi' circa 130 milioni, derivanti perlopiù dai diritti Tv e dall'area commerciale. La prima campagna acquisti ha condizionato non poco: avendo ingaggiato Higuain e Albiol del Real, la Società ha aumentato di parecchio i costi di mantenimento della rosa, che ora arrivano a quasi 140 milioni, a cui va aggiunta un'altra cinquantina. Insomma, si è creato uno squilibrio tra ricavi certi e spese sicure e questo spiega la campagna acquisti estiva che tante critiche ha portato a De Laurentiis. Dal punto di vista della gestione, il Napoli è un piccolo gioiello in Italia. In cassa, in questo momento, tra riserve e utili, ci sono quasi 70 milioni, di cui circa 50 disponibili sui conti correnti e quindi teoricamente spendibili. Ma non tutti, proprio perchè l'anno prossimo, senza Champions e senza rinunciare ai campioni, potremmo assistere al primo rosso in bilancio e pertanto il 'tesoretto' serve a coprire l'eventuale buco. Per impedire il rosso, bisogna aumentare i ricavi. Il vero neo della gestione De Laurentiis è il seguente: per stare perennemente ai vertici del calcio europeo e italiano, serve aumentare i ricavi strutturali e quindi incrementare gli investimenti sullo stadio e quelli di carattere commerciale, così da aumentare anche le entrate degli sponsor. C'è una piccola curiosità legata ai diritti d'immagine: la politica di De Laurentiis per la prima volta pare criticabile perchè, dopo aver preteso che i suoi giocatori rinunciassero a tali diritti, a conti fatti non ne ricava poi molto. Se si vuole crescere e diventare un club di portata europea in maniera stabile, dicevamo, bisogna accettare qualche anno di sacrificio, altrimenti si rischia che i fallimenti sportivi, come la mancata qualificazione alla Champions, condizionino di parecchio l'aspetto economico. Per sacrificio intendo anche alla rinuncia a qualche campione affermato, così da utilizzare quei soldi per un centro sportivo all'avanguardia, per uno stadio degno di tale nome e per aumentare i ricavi generali in maniera diversa. A De Laurentiis vanno riconosciute tutte le attenuanti del caso ma da un imprenditore della sua levatura ci si aspettano passi in avanti per il bene del club. Non pretendiamo di competere col Real Madrid, ma con Atletico e Borussia Dortmund, sì. Il Napoli, inoltre, ha una risorsa unica in Europa: un bacino di riferimento, quello dei giovani campani, che peraltro fino ai 14 anni non possono andare in altre regioni, a dir poco promettente. Con una rete di osservatori capillare e alimentando i percorsi scuola-attività agonistica, si potrebbe avere una sorta di esclusiva per far crescere i giocatori di domani, tenendo presente che potranno fruttare anche economicamente. Mercato di gennaio? E' chiaro che il Napoli ha risorse come nessun'altra squadra in Serie A e, teoricamente, può intervenire molto bene; ma c'è il problema di arrivare a giugno con i conti in ordine. L'ideale sarebbe acquistare un paio di calciatori utili a rinforzare la rosa, piuttosto che sparare cifre elevate per un nome eclatante tanto per calmare gli animi. Un nome come Fellaini, ad esempio, che è stato molto usato in passato, non verrà mai. Un profilo così altisonante, con tante incognite e che costa tantissimo, mi sento di escluderlo a priori".







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