Bellinazzo: "Ecco quanto valgono Napoli e Juventus. Posso anticiparvi una notizia, a breve..."

Le parole del noto giornalista: "Decreto crescita? Approvato dal Governo, deve essere convertito in legge altrimenti decade. Il termine è a fine giugno".
Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 ore, è intervenuto nel corso della trasmissione "I tirapietre" in onda su Radio Amore Campania ogni lunedì dalle 21 alle 22.30 e condotta da Luca Cirillo (Areanapoli.it), Lello Delgro e Donato Martucci (Corriere della Sera). Ecco quanto dichiarato: “Come si arriva alla definizione del valore di un club calcistico? Non è semplicissimo, sono aziende particolari, ma oggi è più semplice fare una valutazione. Naturalmente è più semplice farlo per quelle società che hanno strutture immobiliari che rappresentano l’elemento solido di una società, ma subito dopo ci sono naturalmente i fatturati, ovvero quel che si riesce a produrre ogni anno: per arrivare al valore si utilizzano i multipli di questo altro elemento. In ultima analisi il parco giocatori, ma va da sé che il valore della rosa può subire oscillazioni che dipendono da tanti fattori come infortuni, rendimento ecc. ecc. Poi molto dipende dalle valutazioni che fanno i club e dalle linee che detta il mercato”.
Poi Bellinazzo ha aggiunto: "Quanto vale il Napoli? Posso dire che, utilizzando questo parametri, e ricordando che ha in cassa un centinaio di milioni, il valore potrebbe aggirarsi sul mezzo miliardo. E posso anticiparvi che a questa cifra si avvicinano gli esperti internazionali di KPMG Football Benchmark che in queste ore rilasceranno il loro rapporto: sbirciando che attribuivano al Napoli un valore di 600 milioni, e non siamo lontani dalle mie valutazioni. La Juventus? Sempre in relazione a questo rapporto, ai valori di borsa, ricapitalizzazione ecc. ecc. siamo sul miliardo e mezzo di euro. Un miliardo e duecento, è la base, considerando che la Juventus si sta consolidando su un fatturato strutturale di circa 500 milioni. In sostanza si guarda al quello che ragionevolmente un club può produrre nei successivi tre anni più naturalmente altri parametri per arrivare alla cifre giusta al netto dell’indebitamento, della liquidità in cassa che non tutti hanno come il Napoli. Decreto crescita? E’ stato approvato dal Governo, deve essere convertito in legge altrimenti decade. Il termine è a fine giugno. Può portare tanti vantaggi: se un club assume un calciatore che nei due anni precedenti non è stato in Italia e lo contrattualizza per 5 anni, paga il 10% di tasse sull’ingaggio: per il Sud, quindi anche per il Napoli, c’è un ulteriore bonus che porta al 6% circa. Il calciatore poi deve restare almeno due anni prima di essere eventualmente ceduto altrove. Se il Napoli può permettersi Cavani? Sì, proprio grazie al decreto crescita! Pagherebbe un ingaggio quasi netto senza raddoppiare in termini lordi. Lotito? E’ un mito (ride, ndr) visto che con la Lazio ha guadagnato tanto, circa 30 milioni, grazie ai servizi resi dalle sue società al club biancoceleste a cui comunque ha fatto vincere qualche coppa con partecipazioni europee. De Laurentiis ci ha guadagnato di meno, qualche milione con gli emolumenti del CDA anche se ora ha un gioiellino che può rivendere ad almeno 400 milioni. Lazio e Napoli sono gestioni legate molto ai presidenti. Non sono modelli di gestione che mi piacciono, che non amo molto perché ho visioni più industriali e organizzate con investimenti pluriennali, però hanno comunque portato risultati e non ci sono debiti partendo da una società cotta come la Lazio e fallita come il Napoli”.
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