Behrami: "Voglio sudare! Gamba sempre quella di Napoli? Come potrebbe? Non mi butto nello spazio"

L'ex giocatore del Napoli ha rilasciato una intervista ai microfoni di tuttomercatoweb.com soffermandosi sulle sue ultime esperienze.
Valon Behrami, ex calciatore del Napoli, ha rilasciato un'intervista a tuttomercatoweb.com: "Devo ricominciare. Voglio un club dove poter lavorare, con una struttura, voglio allenarmi, voglio sudare. E' a casa adesso? Qui ho avuto tempo per riflettere. Ora sono a Udine, mi sto allenando con un preparatore che lavorava all'Udinese. Sto bene. Mi sto trovando bene e aspetto novità dal mercato. Italiano? Sì, voglio restare in Italia. Le mie figlie vivono a Bergamo, io sto bene qui. All'estero le esperienze mi hanno arricchito, però l'Italia è e sarà sempre casa mia e calcisticamente si lavora in modo completo".
Dica la verità. La gamba è sempre quella?
"Se intende quella di Firenze, di Napoli, come potrebbe? Il tempo passa per tutti ma sono sempre carico e pronto. Non sono più quello che si butta nello spazio, ho giocato anche da play, ma a Udine, con Nicola, avevo libertà e nell'unica da mezzala ho anche segnato. Con la testa sopperisci alla gamba e poi lavori il doppio per stare bene. A Udine l'ho fatto bene prima di quel maledetto giorno dove mi son fatto male a San Siro. Ora ho bisogno di due-tre settimane in gruppo ma c'arrivo, c'arrivo..".
In Italia... Dove?
"Serie A, Serie B. L'importante è un progetto vero, serio, con una struttura, che ti permetta di sentirti e di essere un professionista anche durante la settimana".
A proposito di Italia, di Svizzera. Per chi fa il tifo all'Europeo?
"Ho tanti miei compagni in Italia, ma sono stato parte integrante della mia Svizzera per tanto tempo, prima che finisse. Il cuore non può che dire Svizzera ma faccio il tifo perché l'Italia vinca l'Europeo. Ecco, così può andare".
Che Nazionale troverà davanti Mancini?
"Hanno fatto dei cambiamenti in questi due anni, è cambiata generazione. Ci sono ragazzi più giovani, sostanzialmente in possesso palla fa la difesa a tre, in fase difensiva va sul 4-4-1-1. Il dieci diventa quasi una mezzala in fase di non possesso bassa. Poi costruisce a tre, con un terzino che spinge e con un'ala che va dentro. Ha possesso, i difensori costruiscono come Akanji e Schar, il portiere è sicuro. Ti fa abbassare molto".
E davanti?
"Stanno ruotando per i vari infortuni, Embolo e Seferovic tecnicamente giocano. Poi da una parte Shaqiri che rientra, poi Mehmedi che è destro e rientra. Giocano tanto palla a destra, l'alto di sinistra va in profondità e ti crea apprensione, si muovono e ti fanno abbassare. Però soffriamo squadre basse tipo la Svezia, di quelle che ripartono, aperte. L'unico pericolo è che ci smarriamo nelle grandi partite, abbiamo sempre peccato lì di personalità".
Italia-Svizzera si gioca a Roma...
"Eh, appunto... Son quelle...".







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