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Behrami: "Giocare a Napoli è unico! Non siamo da scudetto. Consiglio un difensore"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Behrami: Giocare a Napoli è unico! Non siamo da scudetto. Consiglio un difensore

Il centrocampista azzurro Valon Behrami è stato l'ospite speciale della trasmissione In casa Napoli in onda su Piuenne.


Il centrocampista azzurro Valon Behrami è stato l'ospite speciale della trasmissione In casa Napoli in onda su Piuenne. "Non sono molto felice della prestazione contro il Genoa. Faremo bene la prossima volta. Ieri sera mi sentivo finalmente meglio, nonostante il duro colpo preso col Sassuolo che però sono riuscito subito a recuperare. Purtroppo abbiamo pareggiato. Cosa è cambiato nel secondo tempo? E' cambiato il nostro ritmo perchè nel primo tempo attaccavamo alti e loro perdevano palla subito. Nel secondo invece siamo calati. Il Genoa non ha fatto molto, giusto un tiro in porta prima della punizione. La partita poteva finire così ma quando non chiudi a gara poi paghi. Ci possono stare queste partita. Non sappiamo gestire il vantaggio? E' un po' il nostro difetto, accadeva anche l'anno scorso. Stavolta però non si può dire che siamo andati in difficolta: se non c'era la punizione avremmo parlato di una buona partita a parte nostra. Punti persi contro le piccole? E' un dato che abbiamo perso punti con le piccole ma c'è un aspetto chiaro: non siamo ancora a livello di poterci giocare lo scudetto. Battiamo le grandi perchè al 100% possiamo superare tutti. Il problema è che mentalmente non riusciamo a essere sempre al 100%. Quando giochi con le grandi c'è sempre un'attenzione e una carica diverse. E' inevitabile. Assorbita la mentalità di Benitez? Quando si cambia mentalità è chiaro che ci vuole tempo. Poi magari questi non sono neanche tutti i giocatori giusti che vuole Benitez. Io credo comunque che abbiamo assimilato bene la mentalità, abbiamo fatto una bella stagione fino a ora, soprattutto nelle coppe. In questa città non c'è tanto equilibrio. Se c'è qualcosa ancora da assimilare? Sì ci sono tanti aspetti che Benitez chiede e che ci vuole tempo per assimilare. A noi del centrocampo chiede di essere piu veloci, propositivi, di far girare palla. Abbiamo esaminato nelle partite tanti aspetti negativi. A volte è facile farlo più nelle vittorie che nelle sconfitte. Che pensi di Jorginho? E' un giocatore di qualità. Se è da nazionale? Potenzialmente per me sì. E' un giocatore che può giocare ovunque. E' un reparto il nostro che chi metti metti in campo non c'è differenza. Qui il turn over lo si può fare tranquillamente. Swansea? E' una squadra che non sottovalutavamo prima e non sottovalutiamo ora. Occorre alzare il ritmo. Dobbiamo essere tutti al 100%, convinti di quello che si fa. Jorginho non convocato in Europa? Fernandez era squalificato, Albiol ha avuto un problema e c'era da fare una scelta. Alla fine quella del mister si è rivelata una scelta giusta. L'importante giovedì è giocare tutti al 100%. Noi non siamo una squadra che si puo permettere di giocare all'80% o con una leziosità in più. In campo dovremo accorciare le linee, non fare arrivare palle pulite agli avversari. Se saremo aggressivi con le distanze ravvicinate ce la possiamo fare. Cambio di modulo? Cambiamenti tattici non ne possiamo fare perchè l'impostazione che ha dato il mister quella è e non si cambia. Il problema semmai è che gli esterni devono riuscire a tagliare la traiettoria dei passaggi. Questo ci chiede il mister. Se ci mettiamo nel posto giusto le palle non arrivano agli avversari. Parole di Maradona? Mi fanno piacere le sue parole. Già che nomina il mio nome fa un certo effetto. Io ho la fama di essere un cattivo in campo ma non ho mai fatto male a nessuno e le ho sempre prese. Come sono a casa? Tranquillo, una persona normalissima. Sono molto affettuoso come papà. Quando vedo lei anche se sono stanco o nervono mi passa tutto. Grazie a lei sono cambiato molto. Prima mi trasportavo fuori le tensioni dal campo ma ora quando vedo mia figlia mi passa tutto. La mia vita? La mia vita è stata emozionate. Ricordo che non volevo andare in Svizzera e lasciare il Kosovo. Poi però quando sono arrivato in Svizzera non volevo più andarmene. A questo paese devo molto e per questo quando vado a giocare in nazionale svizzera do il massimo. Ai mondiali vogliamo fare bene, sappiamo che è una competizione particolare, ma abbiamo tanti giovani talenti. Schar (difensore del Basilea n.d.r.) è un gran bel calciatore, molto rapido e al Napoli ci starebbe benissimo. Non segno mai? Il goal lo sto perdendo un po' negli ultimi anni ma prima stavo molto più in area. Adesso mi diverto molto a giocare a centrocampo ma è chiaro che la soddisfazione di fare un gol la vorrei provare presto. Cosa significa essere del Napoli? E' qualcosa di unico. Quando vivi questa città capisci anche cosa significa il calcio. Napoli è un cambiamento che non mi aspettavo ma è stata una grande scelta per la mia carriera. Coppa Italia? Mi piacerebbe tanto vincere il mio primo titolo in azzurro. Il cambio avvenuto con Benitez?E ' stato una grande cambiamento per me con lui. Vuole che vado a cercare sempre la palla, è un modo per migliorare il mio gioco. Il calcio inglese è più spensierato, ci sono meno pressioni, in campo senti meno paura e questa differenza purtroppo credo sia impossibile da cambiare. Quando fuori casa perdevamo 3 o 4 a zero non succedeva nulla, quindi si giocava in una maniera più aperta. L'esperienza inglese mi ha migliorato, ora non entro più in campo con la tensione che avevo prima di conoscere la Premier. Rapporto con gli altri svizzeri del Napoli, Inler e Dzemaili? Il bello di noi tre è che siamo molto diversi e più stiamo insieme e piu ci facciamo forza uno con l'altro, soprattutto nei periodi negativi. Per me è una grandissima esperienza qui con loro".


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