Behrami: "Cerco di carpire i segreti di Hamsik. Inler mi parlò benissimo di Napoli. Cannavaro da Nazionale. Del dialetto napoletano conosco..."

Il centrocampista azzurro, Valon Behrami, è intervenuto nel corso di salottino di Radio Marte parlando, tra le altre cose, della sua esperienza a Napoli.
Valon Behrami, centrocampista del Napoli, è intervenuto nel corso di salottino di Radio Marte parlando, tra le altre cose, della sua esperienza a Napoli. Ecco quanto evidenziato da AreaNapoli.it: "E' un buon momento per noi, ma siamo solo all'inizio e sappiamo che troveremo delle difficoltà. Napoli è una grande piazza, ci si aspetta sempre la vittoria, ma noi non dobbiamo farci condizionare. Contro la Lazio abbiamo fatto bene, ma dobbiamo giocare sempre cosi. A Napoli sto ricoprendo il ruolo che amo maggiormente. Sono un giocatore duttile, cerco di mettermi sempre a disposizione della squadra. Per questo motivo ho giocato sempre titolare, anche in formazioni molto forti. A Napoli sono nel contesto giusto, sono felice di essere in una squadra fatta di 20 potenziali titolari. Cerco di dare sempre il massimo, anche in allenamento. I miei genitori decisero di andare in Svizzera a causa della guerra. Devo tanto a questa nazione perchè mi ha dato tutto ciò che ho. Sono stato in piazze molto calde. Sia Roma che Firenze sono piazze che ti prendono molto, lì si parla sempre di calcio. A Napoli ho fatto il grande salto di qualità, è la squadra più importante in cui ho mai giocato. Ricordo con piacere il goal nel derby con la Lazio perchè salvammo la stagione. Quando segnai contro la Turchia, invece, passai per eroe nazionale anche se avevo giocato appena 6 minuti. Quel goal mi fece più male che bene. Gli svizzeri del Napoli, anche quando ero alla Fiorentina, mi hanno sempre parlato bene della città. Prima di venire mi sono fatto dire tutto da Inler perchè è un ragazzo molto serio ed obiettivo. Dopo questi primi mesi trascorsi in città, devo dire che aveva ragione. Il Napoli ha mostrato una grande costanza in questi anni, c'è progettualità, spende in maniera giusta. Amo aprirmi con tutti, non mi piace creare gruppetti e a Napoli siamo molto uniti. Il colore dei miei capelli? Non piace a mia moglie, ma quando l'ho tolto, mi sono rotto il ginocchio. Non siamo l'anti-Juve, siamo il Napoli e dobbiamo pensare solo a noi stessi. Quando sono venuto qui, non pensavo che la rivalità con i bianconeri fosse cosi forte. Il cambio di mentalità è stato determinante ai fini detta vittoria contro la Lazio. Quella di Catania è stata una partita molto particolare. Il Napoli è la squadra più forte nella quale ho mai giocato. Ci sono almeno 3 top player, un grandissimo talento come Insigne, una difesa capitanata da un Cannavaro che meriterebbe la Nazionale. Allenatori? Delio Rossi e Zola mi hanno dato tantissimo, cosi come Mihajlovic. Mazzarri vuole la perfezione, in campo sappiamo sempre quello che dobbiamo fare. Cavani è sicuramente l'attaccante più forte con cui ho mai giocato, ma ammiro anche Hamsik e Pandev, due giocatori straordinari. Lo slovacco è eccezionale, in Europa non esistono giocatori simili. In allenamento cerco di studiarlo. Ho consigliato a Omar El Kaddouri di osservarlo bene, di carpirne i segreti. Napoli è come il Kosovo. I tifosi ti fermano anche se non ti conoscono e ti invitano a prendere un caffè insieme. Dossena ha incontrato un tifoso dopo Catania e gli ha detto: 'Andrè una partita la volete vincere?'. Incredibile...Mi piace molto la scaloppina, la pizza mi piace ma non eccessivamente. Parlo tranquillamente con i tifosi, solo quando sto con mia figlia cerco di stare un pò in disparte. Sono legato al numero 85 perchè è stato il primo numero che ho avuto da professionista. Cannavaro mi ha chiesto 100 volte se fossi sicuro perchè, lo scorso anno, Britos è stato vittima di vari infortuni. Napoletano? Conosco l'esclamazione "Accirt!" Oggi guarderemo i video della Sampdoria per prepararci al meglio alla trasferta di domenica a Marassi. Abbiamo tanti giocatori che hanno fame di vittoria, io che non ho mai vinto nulla voglio portare a casa un trofeo".








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