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Beccantini: "Insigne eterno prigioniero della gabba di Sarri: non è stufo? A Manchester..."

Il noto giornalista ed opinionista sportivo ha espresso alcune considerazioni dicendo la sua, tra l'altro, sul attaccante del club partenopeo.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

26/03/2018 11:44 - Interviste
Beccantini: Insigne eterno prigioniero della gabba di Sarri: non è stufo? A Manchester...
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Roberto Beccantini ha dedicato un interessante focus alla Nazionale Italiana: "Nulla è inutile, nella vita come nello sport. Neppure Argentina-Italia di venerdì scorso, e nemmeno Inghilterra-Italia di domani. Tutto si tiene, tutto serve. Specialmente fra le macerie di una ricostruzione. D’accordo, le amichevoli non sono il nostro pane, e l’Argentina non la battiamo dal 1987. A Manchester, Insigne si è divorato un gol clamoroso. Se avesse segnato, chissà come sarebbe andata. In caso di successo, avremmo incerottato l’archivio, e quel gol, quel risultato, sarebbero entrati nella storia: alla periferia, per carità, ma ben oltre la cronaca".


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"Nell’ambito di questo blog chi mi impedisce di scrivere, se non la mia mediocrità, un capoverso che possa resistere alle cadenze-pallottola del web, dei social? Bisogna sognare sempre, anche se di mezzo non ci sono i Mondiali, gli Europei o le Olimpiadi. Anche se Di Biagio è un ct provvisorio, che comunque non meritava la frustata del commissario Fabbricini («Siamo obbligati a ricercare il meglio»): lo stesso potrebbe dire lui dei dirigenti, abituati come sono a rifilarci il peggio. L’Italia è precipitata al 20° posto della classifica FIFA, mentre gli inglesi sono al 13° posto. Wembley, poi, non è mai uno stadio sordo e grigio alle emozioni: un motivo in più per opporsi alla tirannia psicologica del campionato che incombe.


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La maglia azzurra aveva un peso, un tempo. Oggi, invece, sembra un peso. Gigi Riva le sacrificò due gambe. Dubito che un Ancelotti o un Conte riescano a realizzare la rivoluzione che ci piace tanto evocare. Non abbiamo più fuoriclasse, e non credo che c’entri il modulo, troppo italianista o poco europeista; c’entrano le dosi massicce di tattica che infliggiamo ai nostri ragazzi fin dai primi calci nei vivai. Primi calci, tra parentesi, quasi sempre a pagamento e spesso scolpiti dall’hooliganismo dei genitori. Possibile che persino all’Etihad il migliore sia stato il più vecchio della compagnia, cioè Buffon? E Insigne non è stufo di passare per eterno prigioniero della gabbia sarriana? Se si segna poco, il nocciolo della questione, più che in attacco, risiede a centrocampo, là dove i leader anziani sono sfioriti (De Rossi) e i nuovi faticano a imporsi (Verratti)".


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