Beccantini, botta e risposta social con Pastore: "Un paragrafo sul Napoli, no?"

Roberto Beccantini e Rosario Pastore, due autorevoli giornalisti sportivi, si sono confrontati sui social dopo la fine del girone di andata del campionato di Serie A.
Roberto Beccantini, autorevole giornalista, ha pubblicato un articolo - dal titolo "Plusvantaggio" - sulla propria pagina di facebook in cui ha commentato il girone di andata del campionato di Serie A. Queste le sue parole: "Finisce, il girone d’andata, con la Milano da bere ubriaca, letteralmente: l’Inter, più ruttante che eruttante, sconfitta in casa dai «ragazzi della via Empoli»; il Milan, travolto dalla Lazio: 0-1 a San Siro, 0-4 all’Olimpico. E così il Napoli, fermo restando Immobile, allunga: + 12 sul Milan, + 13 su Lazio, Inter e Roma, + 15 sull’Atalanta. Seconda, a 38, sarebbe anche la Juventus, ma in attesa dell’appello al Coni (e molto altro) questo è il quadro".
Poi ha aggiunto: "Si gioca ormai per i tre posti della zona Champions. Immagino gli scongiuri dalle parti di Capodichino, e li capisco. Se l’appetito vien mangiando, la scaramanzia resta anche a digiuno. Classifica e gioco, però, sono piatti nobili e nutrienti. Eravamo rimasti ai coriandoli di Riad, l’Inter matrona e il Milan damigella, un 3-0 senza se e senza ma. E non è che l’Empoli, con tutto il rispetto, fosse una invincibile armata. Al Meazza, per giunta. Invece: esce Skriniar, correttamente espulso per doppio giallo, ed entra Baldanzi, classe 2003. Suo il gol che premia i Corsi (ricorsi) di una società sul cui vivaio non tramonterà mai il sole".
Quindi ha continuato: "Inzaghi, il genio che aveva disarmato Spalletti e asfaltato Pioli, è tornato la schiappa che dimentica Dzeko in panca e «rischia» Bellanova. I cambi sono sempre stati il suo cruccio. Quei cambi che, ebbene sì, hanno ringalluzzito un Empoli che già in parità numerica aveva offerto il calcio più frizzante. E impegnato Onana (che «spanciata» sul gol!) più di quanto Lau-Toro e c. non avessero minacciato Vicario, per niente triste e solitario. Traversa di De Vrij a parte".
"Dalla rimonta inflittagli dalla Roma di Mou, il Milan non c’è più. Eliminato in coppa da un Toro in dieci, umiliato per un tempo a Lecce, suonato dai cugini in Arabia, demolito dal Sarri-ball fra le cabrate dell’Aquila lotitiana. Milinkovic-Savic subito, poi Zaccagni, quindi Luis Alberto su rigore (procurato da Pedro) e Felipe Anderson. Uno, nessuno e centomila. Sinfonia contro agonia. Non c’era Theo, non c’è più Leao, idem Giroud, non si sa quando ci sarà Ibra, totem che gli orecchianti avevano parcheggiato nelle cantine della memoria. E c’era una volta la difesa. Pioli, come Inzaghino, ciondola fra lo stratega dello scudetto e il buon samaritano che deve portare troppe croci. Dopo averne azzeccati un paio, Maldini & Massara hanno sbagliato mercato, per quanto su De Ketelaere si fosse esposto - non proprio sui livelli «messianici» del Qatar, ma quasi - Sua ugola Adani".
"La Lazio, in compenso, mi ha ricordato «quel cielo di Lombardia, così bello quand’è bello». Azioni avvolgenti, baricentro altino e mai alticcio, Cataldi, il serbo e Luis Alberto a raffinare il greggio, il tridente ad alternare graffi e cerotti. C’erano anime perse in giro per le zolle, vero: ma perché (soprattutto) qualcuno, sappiamo chi, «gli aveva rubato l’idea». Dedicato al Petisso, alle sue notti infinite e alle sue cicche parlanti".
In risposta a quest'articolo, il commento di Rosario Pastore, in passato importante firma de La Gazzetta dello Sport: "Gentile Roberto, è un paragrafo sul Napoli, no? Uguale, mi dispiace dirlo, a tutti gli altri che stanno liquidando gli azzurri con un rapido accenno, quasi infastiditi. Capisco la situazione, naturalmente, ma qualcosina di più andrebbe scritta, non credi?".
Pronta la replica di Beccantini: "Gentile Rosario, ti capisco ma in questo “ospedale” seguo l’attualità stringente. Tanto per dire: in condizioni normali non avrei scritto una riga su Inter-Empoli e Lazio-Milan. Del Napoli scrissi dopo la manita alla Juventus. Della coppa Italia mai nulla, se non dalle semifinali. Sul Napoli sto scrivendo su Eurosport. E sul Guerino. Penso che ne scriverò dopo la partita con la Roma. Voi siete come Schumacher, ricordi? Inquadrato di rado perché seminava i concorrenti e la lotta per le piazze d’onore era l’unica cosa che restava. Grazie per l’appunto".








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