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Bargiggia: "Mio figlio viveva e giocava a Napoli, fortuna che adesso non è lì"

"Il mercato appassiona tutta l'Italia, al massimo si poteva emettere un comunicato ribadendo l'intenzione di non voler cedere il giocatore, ma veramente siamo di fronte ad una reazione che non ha senso".


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

31/03/2016 18:22 - Interviste
Bargiggia: Mio figlio viveva e giocava a Napoli, fortuna che adesso non è lì
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Il giornalista Mediaset Paolo Bargiggia ha commentato la querelle con la SSC Napoli ai microfoni di Tele Club Italia. Ecco quanto riporta Tuttonapoli: "Non mi aspettavo una risposta così forte, con quei contenuti così violenti e netti. Ritengo di essere stato diffamato, visto che dicono che scriva il falso e non verifichi le fonti. Dal comunicato sembra che io scriva sotto dettatura di qualche lobby di potere. Tutto questo è ovviamente al vaglio dei miei legali che stanno valutando come difendere l'onorabilità della mia professione. Faccio mercato dal 1990 ed il servizio su Higuain era di una normalità assoluta, ho solo raccontato lo stato dell'arte. Sappiamo che il Napoli ha offerto il rinnovo del contratto al giocatore e che fino a questo momento il ragazzo non ha accettato. Non lo trovo nulla di clamoroso nè di destabilizzante, anche perchè se ci fosse stato un accordo i partenopei lo avrebbero accettato in mondovisione. Parlare di poteri forti mi sorprende ed intristisce, questo dimostra la deriva del calcio italiano. Un comunicato così violento è stato emesso per smentire il nulla: il suo effetto è stato farmi inondare di insulti e minacce sui social, e credo che se in questi giorni dovessi camminare per Napoli non sarebbe una passeggiata. Una reazione del genere mi fa pensare che ho fatto bene il mio lavoro, Higuain sta diventando un tema caldo, un nervo scoperto per il club azzurro. Se i dirigenti vogliono moralizzare il calcio e parlare di non violenza dovrebbero stare attenti nel lanciare certe accuse. Ad inizio campionato feci arrabbiare i dirigenti della Juve, in particolare Marotta, per aver raccontato come andò il mancato acquisto di Draxler, quindi non capisco di cosa stiamo parlando. La tranquillità di una squadra va creata al suo interno, cosa dovrebbe dire la Juve visto che si parla ogni giorno del futuro di Pogba, Morata e del contratto di Allegri? Chi fa il nostro mestiere non può travestirsi da tifoso, purtroppo in troppi lo fanno e per me questa è una deriva che sputtana la nostra professione. Il mercato appassiona tutta l'Italia, al massimo si poteva emettere un comunicato ribadendo l'intenzione di non voler cedere il giocatore, ma veramente siamo di fronte ad una reazione che non ha senso. Ho ricevuto solidarietà anche da tifosi del Napoli, ma lascio giudicare a voi. Non voglio entrare in una vertenza che sarà legale tra Napoli e Mediaset, ma esiste un contratto pagato fior di milioni dall'azienda per la concessione delle interviste, faccio solo una considerazione: la prima voce di sostentamento per le società di calcio sono i diritti televisivi, quindi mi chiedo quale discrasia esista tra un servizio giornalistico normalissimo ed il rispetto di un contratto milionario Io a Napoli ho lavorato per anni e mio figlio Luca fino a gennaio militava nell'Ischia e viveva a Napoli, menomale che adesso non è lì, chissà cosa avrebbe passato dopo questo comunicato".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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