Bagni: "Vi racconto cosa fece Maradona un Natale e con chi si presenṭ"

Salvatore Bagni, ex compagno di squadra di Diego Armando Maradona e amico nella vita, ha raccontato alcuni aneddoti a New Sound Level.
Salvatore Bagni, ex centrocampista del Napoli, è stato intervistato da New Sound Level 90.0Fm, nel corso della trasmissione "il Diabolico e il Divino". "Sorteggio play-off Mondiali per l'Italia? Ci è toccata la peggiore (Portogallo nel girone ndr), una che doveva essere come noi già qualificata per il mondiale, una squadra tecnica con grandissimi valori in campo. Comunque una squadra forte prima o poi bisogna incontrarla, però poteva andare molto meglio. Nel nostro girone - spiega Bagni - avevamo solo una squadra che si avvicinava solo al nostro livello e siamo riusciti comunque ad arrivare secondi; di certo non pensavamo dopo un Europeo vinto di doverci giocare una qualificazione al mondiale così".
Poi ha aggiunto: "Quanto mi manca Diego Armando Maradona? Io ho avuto una vita calcistica molto felice e serena e sono sempre stato soddisfatto. In questi ultimi giorni però ho avuto soddisfazione anche fuori dall’ambiente calcistico, perché sono stato chiamato in tutte le occasioni in cui si parlava di Diego: sono andato da Alberto Angela, sono andato alla prima del film di Sorrentino, ho sentito tutti per parlare di Diego. Sono stato l’unico ad averlo vissuto anche a casa, siamo stati amici per trent’anni e tutte le mie generazioni familiari sono state con lui, abbiamo passato mesi e mesi durante le estati insieme e l’ho apprezzato moltissimo per l’umiltà, l’ho vissuto 24h su 24, una persona troppo altruista. La sua salvezza è sempre stata, anche nelle situazioni difficili, l’aver vissuto in mezzo alla gente. La felicità gli arrivava alla testa quando era in condizioni di salute buone, è impossibile parlare male di Diego. Noi gli abbiamo aperto la porta di casa quando quasi nessuno gliel’avrebbe aperta, eravamo veri amici. Il suo problema è essere stato trattato da Maradona anziché da Diego anche dagli amici, io posso dire invece di aver avuto la fortuna di conoscere Diego. Noi negli anni abbiamo dimostrato di non esserci mai allontanati, anche nei momenti di difficoltà, che sono quei momenti in cui escono fuori gli amici veri. Altra cosa importante da sottolineare è il bene che ci ha dimostrato, a me e a tutta la mia famiglia, non posso dimenticarlo. Una volta mi chiamò per venire a Natale da me, lo andai a prendere e vidi 3 o 4 macchine insieme a lui; aveva invitato altre 15 persone a casa mia perché si sentiva a casa e fui felice anche io perché non c’era neanche bisogno di chiederlo, era uno di casa. Nel calcio se uno dà tutto se stesso finisce inevitabilmente a giocare per far felici gli altri, e guai a chi me lo tocca Diego, non mi piace chi parla di Diego perché una volta c’è andato a cena fuori".
Infine sul Napoli di Spalletti: "Non credo ci sia una crisi, le opinioni inevitabilmente cambiano in base ai risultati. Il Napoli è l’unica squadra che è rimasta con tutti gli effettivi dall’anno scorso, con grandissimi valori, e in più è stato aggiunto Anguissa, giocatore strepitoso, che ha dato quel qualcosa in più che mancava al Napoli. Sono le caratteristiche specifiche che fanno vincere lo Scudetto, non le estreme qualità tecniche. La squadra è un meccanismo che va puntellato nei minimi dettagli".








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