Baggio si commuove: "L'avrei voluto incontrare prima, inarrivabile per umanità e sincerità"

Roberto Baggio ricorda il suo addio al calcio giocato e poi si emoziona parlando di un allenatore che ha segnato la sua carriera nei suoi scampoli finali.
Roberto Baggio, a distanza di 20 anni dall'addio al calcio giocato, ha voluto ricordare quel giorno al Giornale di Brescia con un'intervista che ha emozionato tutti gli amanti del calcio. Baggio ha unito l'Italia con le sue prodezze, chi ama la "pelota" non può non amare il Divin Codino, che ha segnato un'epoca tra tutti gli appassionati del mondo: "Ricordo ancora molto bene quella mia ultima domenica sul campo, davanti al meraviglioso pubblico di San Siro: 80.000 persone tutte in piedi per regalarmi un applauso che mai potrò dimenticare".
"Un applauso che porto nel cuore come un prezioso ricordo pieno di gratitudine e di riconoscenza: in quel momento, compresi che qualcosa di buono avevo fatto anche io". Ha evidenziato il "divin codino".
Sulla sua esperienza in terra bresciana: "Devo dire che ho costruito relazioni molto belle ovunque sono andato, ma effettivamente Brescia ha rappresentato qualcosa di diverso per me. E questo grazie a un grandissimo presidente come Gino Corioni che ha dato di tutto e anche di più".
Poi si commuove e... commuove tutti: "E poi grazie a un allenatore, Carlo Mazzone, che avrei voluto incontrare prima è che è stato inarrivabile per umanità e sincerità. E ora mi devo fermare perché quando parlo di loro mi commuovo...".






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