Baggio shock: "Mi asportarono un pezzo di muscolo per sistemare il crociato"

Roberto Baggio, il numero 10 più amato dagli italiani, il Divin Codino, ha rilasciato alcune dichiarazioni a "Futebol Legends" ed è raccontato alcuni retroscena.
Roberto Baggio è uno dei calciatori più amati della storia del calcio, in Italia è considerato senza alcun dubbio il miglior talento di sempre. L'ex numero 10 di L. N. Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter, Brescia e soprattutto nazionale italiana, ospite del podcast brasiliano "Futebol Legends", ha raccontato alcuni retroscena della sua carriera.
Baggio shock: "Mi è stato asportato un pezzo di muscolo per sistemare il crociato"
Questi alcuni significativi passaggi delle sue dichiarazioni: "Smettere per me è stata una liberazione, non ho provato depressione, anzi: mi sono rotto il ginocchio a 18 anni, non ho giocato sino a 20 e tutti mi dicevano che non sarei tornato. Quell'incidente mi ha condizionato la vita: non avevo più tono muscolare, mi era stato asportato un pezzo di muscolo per sistemare il crociato, era un infortunio a causa del quale nel 1985 si smetteva".
"Ho giocato fino a 37 anni e mezzo con tanta sofferenza"
"Ed invece - ha raccontato un emozionato Roberto Baggio - ho giocato sino a 37 anni e mezzo con tanta sofferenza e con sedute extra per mantenere un tono muscolare adeguato, mi dicevo che forse un giorno mi sarei alzato senza dolore. Non voglio farmi compatire, è solo che ognuno ha una storia unica e insostituibile. Andrebbero raccontate per aiutare tante persone che soffrono di depressione: è una condizione vitale nostra che va gestita, bisogna godersi ogni momento della vita".
"Rigore contro il Brasile, non avevo pressioni"
Infine un passaggio sul rigore sbagliato nella finale Mondiale tra Brasile e Italia: "Pressioni? No, non ne avevo. Se vedi la rincorsa ero tranquillo. Taffarel l'avevo spiazzato, bastava appoggiare, non so ancora oggi spiegare come ho tirato alto, è stata la prima volta in tutta la mia vita. Non è stata la pressione o l'emozione, il portiere era già in terra: non avevo aspettato l'ultimo secondo per calciare, ormai era tutto fatto, era la cosa più facile".






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