Baggio racconta: "Non hanno mai saputo di me. Il mio dribbling migliore è stato..."

Roberto Baggio è una icona del calcio mondiale, uno dei migliori - se non il migliore - talenti italiani mai nati. Nel suo libro racconta il suo dolore.
Roberto Baggio nella sua autobiografia "Una porta nel cielo", racconta: “Mi hanno chiamato malato immaginario. Non hanno mai saputo che io, tutta la mia carriera da professionista, l'ho giocata con una gamba e mezza. Migliaia di ore aggiuntive per tenere vivo un arto che, altrimenti, si rimpicciolirebbe di giorno in giorno. Non sono mai stato bene del tutto, mai. Se avessi giocato le partite solo quando mi sentivo al cento per cento, avremmo parlato di tre gare all'anno".
E poi: "Da quando il pubblico mi conosce convivo con il dolore, 220 punti e un ginocchio a orologeria. Il mio dribbling migliore è stato proprio questo, andare avanti, nonostante tutto. Fregandomene delle chiacchiere, ponendomi ogni giorno davanti nuovi obiettivi". Nonostante questo, Roby, perché è così che lo abbiamo sempre chiamato, ha prodotto numeri straordinari:
-16 goal in 47 presenze con il Vicenza;
-55 goal in 136 presenze con la Fiorentina;
-115 goal in 200 presenze con la Juventus;
-19 goal in 67 presenze con il Milan;
-23 goal in 33 presenze con il Bologna;
-17 goal in 59 partite con l’Inter;
- 48 goal in 101 partite con il Brescia;
-27 goal in 56 presenze con la maglia della nazionale Italiana;
Tutto ciò incantando e facendosi voler bene da chiunque. Sì, ci potranno essere tanti campioni, ma mai nessuno sarà come lui.








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