Baggio confessa: "Ecco dove avrei voluto chiudere la carriera: chiamata mai arrivata. Lippi e Sacchi..."

Tanti i racconti sulla vita del grande ed indimenticabile calciatore di Caldogno, è lui stesso a svelare alcuni interessanti retroscena da Trento.
Ospite al “Festival dello Sport”, evento organizzato da La Gazzetta dello Sport a Trento, Roberto Baggio ha ripercorso la sua storia di calciatore, soffermandosi sulla chiamata mai arrivata dal Vicenza, dove avrebbe voluto chiudere la carriera: “Avevo deciso di allenarmi da solo a Caldogno, sperando in una chiamata del Vicenza. Più di dirlo, che volevo giocare a casa… forse pensavano che volessi chiudere al Caldogno. E proprio dopo un Vicenza-Brescia mi contattò Mazzone per chiedermi di giocare a Brescia”. Sul palco è intervenuto a sorpresa anche Toto Rondon, che ha riportato alla luce vecchi ricordi: “Portavo Roby all’allenamento in macchina, l’unico anno in cui non prese mai un raffreddore (ride ndr). Devo dire che subito non sapevo di aver un gioiello in auto. Lavorava in officina con il papà e mi faceva aspettare. Giorgi, il nostro allenatore all’epoca, ci faceva fare delle partitelle con la Berretti. Un giorno Roby fece un gol spettacolare, sono andato a casa pensando che sarebbe arrivato a giocare in Nazionale”.
Poi Roberto Baggio ricorda la sua esperienza all'Inter: "Ero felicissimo di vestire la maglia nerazzurra. Ho vissuto lì due stagioni, di cui la prima con quattro allenatori diversi. L'anno prima mi avevano già cercato a gennaio ma non me la sono sentita di lasciare Bologna e i suoi tifosi. Li avrei traditi. I problemi con gli allenatori? La gente mi voleva bene e quando non giocavo protestava, così per gli allenatori era difficile gestire la situazione". Si parlò anche dei conflitti con Lippi. "Non tolgo i meriti a nessuno - commenta Baggio -, ho avuto buoni rapporti anche con Sacchi, poi si sono un po' incrinati". Una battuta poi sul nuovo tecnico nerazzurro Antonio Conte: "Quando è arrivato alla Juventus era giovanissimo, ricordo un ragazzo umile e simpatico. Credo che il ruolo di allenatore sia adatto a lui. È un martello".







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