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Aversa: "Ecco cosa è successo al Napoli dopo Liverpool e Lecce. Ultimo anno di Ancelotti se..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Aversa: Ecco cosa è successo al Napoli dopo Liverpool e Lecce. Ultimo anno di Ancelotti se...

Il collega di VocediNapoli è intervenuto ai nostri microfoni per fare il punto sulla squadra partenopea dopo il doppio pareggio contro Genk e Torino.


Andrea Aversa, giornalista di VocediNapoli.it, ai nostri microfoni ha analizzato il momento del Napoli di Carlo Ancelotti dopo il doppio pareggio a reti bianche con Genk e Torino. In Champions come in campionato, gli azzurri sembrano smarriti, soprattutto in zona gol. Questa l'analisi di Aversa: "Come interpreto il silenzio di De Laurentiis in questo momento delicato per il Napoli? Di solito quando il Presidente ha parlato, spesso lasciandosi trascinare dal proprio impeto, ha fatto più guai che altro. Quindi, forse, è meglio così. Del resto potrebbe essere questa un'occasione per rilasciare qualche affermazione che almeno rassereni un ambiente sempre sotto esame. Credo che De Laurentiis di sicuro non si possa esprimere contro Ancelotti. Al massimo dirà parole pro tecnico e contro qualche giocatore. Forse riferendosi a quelli in attesa di un rinnovo o a chi sta deludendo più degli altri".

Milik, dal ritiro della nazionale polacca, dice di avere bisogno di continuità tecnico-tattica per tornare in forma. Bordata ad Ancelotti? Cosa succede ad Arek?


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"Milik è un buon giocatore segnato dal doppio e sfortunato infortunio. La scorsa stagione sembrava essersi ripreso. Tuttavia credo sia evidente che dopo Cavani ed Higuain, se Sarri non si fosse inventato Mertens prima punta, il Napoli non avrebbe più avuto un grande bomber. Quest'anno dopo la telenovela Icardi abbiamo ripiegato sul buon Llorente che ha anche fatto risparmiare soldi al patron perché preso a parametro zero. Certo ha esperienza ma non di sicuro il "9 che butta le porte a terra" ed è decisivo nei momenti importanti. Ed è questo per cui viene pagato un centravanti".

Mertens vorrebbe restare a vita nel Napoli, così come Callejon: cosa aspetta il club?

"Sono due giocatori che vestono da tempo la maglia azzurra. Sono il simbolo del Napoli internazionale nato con Benitez. Stanno anche dimostrando di essere ancora in forma e capaci di ottime prestazioni. Entrambi hanno anche un certo peso all'interno dello spogliatoio. Io gli rinnoverei il contratto con la consapevolezza di un necessario "riciclo". Quindi, restate a Napoli ma aiutateci ad inserire nel gruppo nuovi e forti giocatori. Un'idea potrebbe essere fargli concludere qui la carriera, o dargli un futuro nello staff. Ancelotti ha detto che vedrebbe Callejon come un ottimo allenatore. Ma di base è necessaria la chiarezza da entrambe le parti. Sappiamo che De Laurentiis quando l'età avanza non è molto disposto ad elargire rinnovi convenienti. Vediamo come andrà a finire. Di sicuro al Napoli e all'ambiente azzurro non servono rotture interne al gruppo".

Pensi ci siano dissapori all’interno dello spogliatoio tra i calciatori e lo staff tecnico capeggiato da Ancelotti?

"Rispondo attaccandomi alle conclusioni della risposta precedente. In un gruppo le frizioni e i contrasti, così come i litigi, sono normali. Basta che siano sani e costruttivi. Forse a Napoli, soprattutto i media, esasperano ogni questione creando problemi che forse non esistono. Se di fatto ci fosse qualche rottura nei rapporti tra tecnico e giocatori o tra questi ultimi (magari con lo zampino di qualche procuratore), la società e Ancelotti lavorino per lavare i panni sporchi in casa. Poi se la questione fosse legata ad Insigne e alla sua posizione in campo, non dimentichiamoci che lui è il capitano. A questo punto era meglio chiarire le cose in estate piuttosto che avere un giocatore come lui con il malumore".

Cosa è successo dopo le vittorie con Liverpool e Lecce? Possibile passare da un estremo all’altro?

"Cali di tensione, distrazioni, poca finalizzazione e qualche disattenzione in difesa. Ma anche molta sfortuna. Tutti episodi che se sommati hanno penalizzato il Napoli. A me, personalmente, ha più colpito una sorta di mancanza di personalità nell'approcciare in determinati momenti della partita. Non so se sia una questione fisica o mentale o addirittura tattica. In fondo noi parliamo tanto e forse conosciamo poco. Ma sul campo, dopo la partita perfetta contro i Reds si è visto un netto calo e una mancanza di identità nel gioco. Certo, se con qualche rigore fischiato a favore, qualche palo in meno contro il Cagliari e se Milik avesse segnato a Genk, staremmo parlando di altro. Ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Speriamo che con la sosta il Napoli riesca a superare questi problemi e possa tornare a vincere mettendo pressione alla Juventus".

Il Napoli deve rivedere gli obiettivi stagionali o è ancora presto? A proposito, quali sono gli obiettivi stagionali e cosa dovrebbe accadere a fine anno per rendere felici i tifosi?

"Ma l'obiettivo da anni è uno soltanto: qualificarsi in Champions. La squadra non è mai stata adeguatamente rafforzata per competere bene su più fronti. Un anno manca il terzino, quello dopo il centrale di centrocampo, quello dopo quello difensivo e quest'anno manca l'attaccante. Quindi, la situazione è questa. Se poi ci va bene, l'Inter crolla e la Juve s'inceppa allora possiamo sognare. Poteva essere l'anno buono dopo l'ultimo di Sarri per lo scudetto, ma sono bastate poche partite a farci cambiare idea".

Qualcuno ritiene che possa essere l’ultimo anno di Ancelotti a Napoli, cosa ne pensi?

"Secondo me si, soprattutto se il Napoli sarà protagonista di un'altra stagione mediocre. Mi dispiacerebbe per lui perché come professionista, allenatore e persona non si discute. Ma ad oggi ancora non ho capito perché è venuto a Napoli. Non ho mai amato l'idea di un "Re Carlo" comodo sui 6 milioni di pensione e di una famiglia da sistemare. È una cosa offensiva, ma se non è stato cambiato l'assetto societario, se non sono arrivati campioni, se non è arrivato - con la "garanzia" Ancelotti - un socio facoltoso o una nuova proprietà che potrebbe dare al Napoli uno stadio e trofei, allora non saprei cosa pensare. Ancelotti è venuto a Napoli per accettare una nuova sfida per la sua carriera, che spero non sia al capolinea".


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