Anna Pavignano: "Troisi, l'Avellino, il Napoli, Maradona e l'amore: vi racconto tutto"

Anna Pavignano, scrittrice e sceneggiatrice cinematografica, ha ricordato Massimo Troisi nel corso dello speciale realizzato da Radio Amore Campania.
Anna Pavignano, scrittrice e sceneggiatrice cinematografica, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Amore Campania nel corso dello speciale Troisi 70 - condotto da Luca Cirillo, Marco Ciriello e Fabio Gentiluomo - dedicato al grande artista di San Giorgio a Cremano di cui è stata compagna di vita e di lavoro. Queste le sue parole Cremano: "Quando si lavora insieme si mescolano le professionalità, le esperienze, i pensieri. Massimo Troisi era la sintesi di tutte le energie che gli arrivavano e che elaborava a modo suo, impreziosendole col suo talento. Essere la “donna” di Massimo? Questo è un modo di dire, ovvero "essere di", un po' in contraddizione con tutto quello che dicevamo. Era l’epoca del femminismo, si tendeva superare il senso di possesso dell’altro".
Poi ha aggiunto: "Massimo diceva che per una donna erano necessari quattro uomini, ma non per la voracità delle donne, ma perché gli uomini sono spesso insufficienti in un aspetto o nell'altro. Era un modo anche geniale di sfuggire alle responsabilità. "Pensavo fosse amore" voleva essere una sintesi sul sentimento amoroso, forse se lo avessimo fatto tre anni dopo ci sarebbero state ancora più cose che non siamo riusciti ad afferrare. Ad esempio in quel film manca l’amore come famiglia, un tema che è vagamente accennato in "Ricomincio da tre", ma che poi è stato completamente dimenticato. Dissi che Massimo oggi avrebbe fatto un film muto probabilmente perché avrebbe voluto mettere in atto la sua straordinaria comunicativa attraverso il corpo, i gesti. Ma resta una mia fantasia, anche se sarebbe stato bello vederlo".
Infine ha concluso: "Sulla simpatia di Troisi per l’Avellino io ho un ricordo ce l'ho. Ovvero di un Massimo dei primi tempi, anche se ricordo che tifasse Napoli già da prima che arrivasse Diego Armando Maradona. Credo che ammirasse anche per l’Avellino in quanto a lui sono sempre piaciuti i deboli e i non favoriti, a lui piacevano le scelte non banali e dunque tifava anche per l'Avellino. Poi ovviamente negli anni la passione sfrenata per il Napoli ha prevalso al di là di quella magia che è Maradona per tutti. E poi l'Avellino via via perse i colpi (ride, ndr) e forse un po' lo deluse. Ma quella simpatia secondo me la conservò".








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