Anellucci: "Conte non ha mai ammesso di aver fatto errori a Napoli. Allegri usa lo stesso verbo"

Claudio Anellucci, ex membro dello staff di Edinson Cavani, ha rilasciato alcune dichiarazioni a 1 Station Radio per fare il punto sul Napoli.
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA, che ha analizzato il momento del Napoli di Aurelio De Laurentiis che non ha ancora annunciato il nuovo allenatore, ovvero Massimiliano Allegri.
Anellucci: "Allegri usa un verbo caro a De Laurentiis"
Queste le parole dell'ex membro dello staff di Edinson Cavani: "Allegri sarà l'allenatore del Napoli e su questo penso che ci siano pochi dubbi. Da quello che so, restano da sistemare alcune questioni burocratiche, tra commissioni e residui economici legati alle precedenti esperienze. Inoltre andava definito l'accordo per l'uscita consensuale di Antonio Conte dal Napoli. Una volta completati questi passaggi, credo che la strada sia ormai tracciata. Si tratta di un upgrade per il Napoli perché trovo Allegri un allenatore con le caratteristiche giuste per una piazza come Napoli. Credo sia l'uomo giusto nel momento storico giusto, sia per la squadra sia per l'ambiente. E poi usa una parola che piaceva molto al precedente allenatore: "compattare".
"Conte non ha mai detto di aver sbagliato qualcosa"
"Mi fa sorridere perché, ovunque sia andato, quando è andato via è sempre emerso che qualcosa non si era compattato o che qualcuno non aveva contribuito a farlo. Io una domanda me la farei. Quando cento persone ti dicono la stessa cosa - ha aggiunto - forse non sono sempre le cento persone a sbagliare. Negli anni ho imparato a osservare certe dinamiche e oggi credo che la nebbia si stia diradando. Al di là di questo, penso che Allegri sia l'uomo giusto per ricompattare un ambiente che arriva stanco da un'enorme guerra mentale e fisica. Ricordiamoci che si tratta di calcio, di sport, di un gioco. Quando imponi costantemente una pressione esasperata e una mentalità da battaglia continua, alla lunga si crea logorio. E quando arriva il logorio emergono fratture interne, come abbiamo visto in diverse esperienze di Antonio Conte. Nei primi dieci o dodici mesi tutti danno il 300%, poi però la soglia di sopportazione cala e vengono fuori alcuni limiti caratteriali e gestionali. Ogni tanto mi sarebbe piaciuto sentirgli dire semplicemente: "Ho sbagliato".






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