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Ancelotti: "Sono aziendalista, il Napoli non è Bayern o Real! Incontrai ADL. Sarri e Hamsik..."

Scritto da Redazione in Interviste13 LUG 2018 ORE 22:13

"Per fare al meglio il proprio mestiere serve il supporto della società. Parlare di altri calciatori vorrebbe dire che non mi piacciono i calciatori che ci sono adesso".

"Valorizzerà i giovani o punterà sui titolarissimi?". Ancelotti, tecnico del Napoli, ha risposto alle domande dei tifosi a Folgarida: "Puntiamo a giocare tante partite in tutte le competizioni, sarà indispensabile utilizzare tanti calciatori. Qualsiasi allenatore ha in testa i suoi 11, ma ci sono tanti altri aspetti da considerare: l'ambiente che c'è nel gruppo, il fatto che tutti debbano coinvolti, tutti devono essere motivati e questo fa aumentare l'intensità degli allenamenti e crescere il livello della squadra".

 "Se Hamsik ha le qualità giuste per fare il regista? Credo di sì, il ruolo richiede qualità e conoscenza del gioco, sono sicuro che Marek possa farlo. Il dispendio di energie rispetto al ruolo precedente è minore e questo gli può dare maggiore certezza. Diawara ce lo invidiano tutte le altre squadre: il binomio, se bene utilizzato, può dare ottimi risultati. La squadra a me piace, mi piaceva come giocava, conosce tante cose, vedendo i primi allenamenti non c'è bisogno di spiegare, tante cose già le sanno. Sanno come muoversi, essere compatti, avere i tempi giusti... La squadra è fatta, non voglio fare rivoluzioni".

"La cessione di Jorginho dipende da una voglia di plusvalenza o da una scelta tattica?". Interviene De Laurentiis: "Jorginho è cresciuto molto in questi anni, ha dato il massimo. Ci sono state richieste sia del City che del Chelsea ed era giusto assecondarle. Non rientrava nei nostri programmi, vogliamo puntare sui giovani: c'è Diawara che l'anno scorso non è stato utilizzato come si sarebbe dovuto e che Ancelotti apprezza. C'è poi il nostro figlioccio Hamsik, che il mister ha messo in cabina di regia, e il tecnico è un maestro: non critica, ma massimizza le qualità di ogni calciatore. Per noi è una garanzia di utilizzo di tutta la rosa".

"Centrocampo di qualità o di quantità?. La qualità dei centrocampisti è varia: c'è grande qualità con Hamsik, Zielinski e Fabian, e altri molto aggressivi con Rog, Allan e Diawara. C'è grande varietà, il nostro centrocampo è molto completo e mi dà la possibilità di utilizzare tutti i giocatori mantenendo sempre un buon livello".

"Se penso che il Napoli sia competitivo? Non lo dico io, ha fatto 91 punti. Si poteva far meglio in Champions ed Europa League, ma in campionato è stato fatto il massimo. Sono aziendalista? Certo, io conosco il mio club e il suo fatturato, non sono al Real Madrid e al Bayern, conosco bene le possibilità del club e la strategia di mercato è stata fatta di comune accordo tra le mie idee e quelle della società. Credo che un allenatore debba essere un aziendalista. Per fare al meglio il proprio mestiere serve il supporto della società. Parlare di altri calciatori vorrebbe dire che non mi piacciono i calciatori che ci sono adesso, ma io questi calciatori devo guardarli in faccia ogni giorno, non mi è mai piaciuto parlare di altri. Resto concentrato sui miei ragazzi, il gruppo è sano e composto da calciatori bravi".

"La scelta Napoli rapida? Sì, incontrai il presidente e il direttore sportivo, loro cercavano un tecnico e io una squadra, e abbiamo trovato un accordo".

Un bambino gli ha chiesto: "Oggi ho visto che sui calci piazzati facevi una difesa mista". Risponde Ancelotti: "Bravo, cosa ne pensi?". Risponde il bimbo: "A me piace". Il tecnico: "Beh, anche a me".

"Scudetto perso in albergo? Non c'ero, ma l'aspetto psicologico influisce molto, sicuramente la gara di Milano ha inciso sulla prestazione di Firenze, poi c'è l'imprevedibilità del calcio che salta fuori. Capita anche di perdere finali di Champions League quando sei in vantaggio 3-0". 

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