Ancelotti racconta: "Ritenevo Leonardo un amico, ma sbagliavo. Ecco cosa ha fatto"

Nella biografia di Carlo Ancelotti dal titolo "Il leader calmo", a pagina 60 c'è un episodio che ci spiega molte cose su Leonardo, come uomo e dirigente.
Nella biografia di Carlo Ancelotti dal titolo "Il leader calmo", a pagina 60 c'è un episodio che ci spiega molte cose su Leonardo, come uomo e dirigente. Ecco quanto si legge: "Perchè annunciare ad un allenatore che potrebbe essere esonerato? E se avessi vinto la partita, cosa sarebbe successo? Sarei rimasto, chiaro, ma non mi sarei sentito a mio agio. Perchè a quel punto sapevo di aver perso la fiducia del presidente e del direttore sportivo. Vincemmo. Giocammo bene e battemmo il Porto 2-1, così non mi licenziarono. Ma niente per me fu più lo stesso. Non sentivo più l'appoggio del club, cosa che mi metteva in una posizione insostenibile, soprattutto in un progetto di lunga prospettiva come quello, e così anticipai a Leonardo che a fine stagione sarei andato via. Leonardo era mio amico, o almeno così avevo creduto, eppure non mi diede nessuna vera spiegazione del perchè mi avessero trattato in quel modo. Ero sorpreso, una cosa del genere non dovrebbe accadere, nel calcio come in qualsiasi altro contesto. Se vuoi licenziare qualcuno, licenzialo. Non dirgli che se perderà allora lo licenzierai". In quel periodo, lo ricordiamo, Ancelotti allenava il Psg.







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