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Ancelotti: "Ho telefonato a Berlusconi: sapete la prima domanda che mi ha fatto?"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Ancelotti: Ho telefonato a Berlusconi: sapete la prima domanda che mi ha fatto?

Carlo Ancelotti ha svelato un aneddoto su Silvio Berlusconi: "Quando ho letto del suo ricovero gli ho fatto una telefonata".


Nel corso della sua intervista a Il Giornale, Carlo Ancelotti ha trattato diversi argomenti: dalla Nazionale al triste fenomeno del passismo passando per Silvio Berlusconi. Ecco le sue parole: "L'Italia è la grande sorpresa e nello stesso tempo la novità del torneo. Perché gioca un calcio offensivo, senza alcun calcolo, dispone di una organizzazione difensiva collaudata e ha la gioventù del suo zoccolo duro che garantisce corsa ed entusiasmo- Ho visto un gruppo compatto e una squadra che gioca da squadra in qualsiasi condizione. Merito delle idee chiare di Roberto Mancini. In tre anni di tempo ha lavorato con lo stesso sistema di gioco nel quale gli azzurri si ritrovano comodi, ha cambiato qualche protagonista ma zero esperimenti, è andato dritto per la sua strada insomma ottenendo adesione convinta allo stile che voleva imporre".

Su Berlusconi: "Quando ho letto del ricovero del presidente Berlusconi, ho chiamato Galliani per avere notizie e lui mi ha incoraggiato a telefonargli. Ne sono uscito molto rassicurato. Sa, dopo i saluti, la prima domanda che mi ha fatto? Mi ha chiesto: “Carlo, cosa ne pensi della costruzione dal basso che va tanto di moda nel calcio di oggi?” E io gli ho risposto: Presidente, dipende dai piedi dei difensori. E lì ho capito che stava bene".


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Sul razzismo: "Inginocchiarsi prima della partita? Da noi in Inghilterra è diventata un’abitudine, lo facciamo da un anno e mezzo e non c’è alcuna discussione sul punto. Io la penso così sull’argomento: non è fondamentale inginocchiarsi per qualche secondo. Non si risolve la questione. Il tema vero è: educare le nuove generazione alla questione del razzismo che è ancora presente nelle nostre società. E su questo bisognerebbe discutere e intervenire".

Sul Milan e il caso Donnarumma: "Ho parlato con Paolo Maldini e gli ho espresso il mio compiacimento, è stata una scelta che ha fatto rumore. Maignan, poi, lo conosco: quando ero al Psg, era un ragazzo, e intuendone le doti, lo facevo allenare spesso con la prima squadra. È un tipo molto freddo, essenziale nella tecnica. Vedrete: non sarà mai spettacolare, sarà sempre molto concreto e utile".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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